La ricerca archeologica in Senegal

di Enza Spinapolice
Dipartimento di Scienze Storiche e Archeologiche dell'Antichità
Università di Roma "La Sapienza
"
 

I primi accenni all’archeologia del Senegal sono quelli del capitano Parent che segnalò nel 1846 il sito di Senoudebou sulla Faleme (Haut Senegal), ma è il dott. Hamy l’autore della prima pubblicazione intitolata “L’age de la pierre chez les negres”, uscita nel 1877. Lo stesso autore studierà le collezioni di Parent nel 1883 nella “Revue d’etnographie”.

Tra il 1916 ed il 1936 è attiva la Société de Géographie, poi sostituita dal Comitato di studi storici e scientifici de l’Africa Occidentale Francese.

 

La nascita della ricerca archeologica moderna in Senegal si deve a Theodore Monod, il fondatore dell’IFAN (Insitut Francais d’Afrique Noire) di Dakar, nel 1939. Si tratta di un istituto di ricerca in Scienze Umane e Naturali: la sue sede principale è a Dakar, ma possiede anche sedi in numerose altre città africane (Saint-Louis, Abidjan, Bamako, Cotonou, Niamey, Ouagadougou) e centri associati (Douala et Lomé).

Nel 1941 viene creata la sezione archeologia-storia, sotto la direzione di Henry Bessac, e nello stesso anno quella di preistoria e protostoria sotto quella dello stesso Monod. Il suo successore, dal 1946, è Raymond Mauny, sotto il quale si compie la realizzazione di un’opera pioniera: il Tableau Geographique de l’Afrique noire au Moyen Age  (1961, Memoires de l’Istitut francais d’Afrique noire n.61). Mauny organizza campagne di scavo e di ricognizione, che favoriscono la nascita di un vero polo archeologico.

 

La collezione archeologica dell’IFAN copre la totalità dei territori dell’antica Africa Occidentale Francese. L’IFAN, infatti, dal 1936 al 1958 promuove e coordina ricerche su tutto il territorio della federazione e oggi il Laboratorio di preistoria e protostoria conserva collezioni provenienti non solo dal Senegal, ma anche dal Mali, dal Niger, dalla Mauritania, dal Burkina Faso, dalla Guinea, dal Togo e dal Benin.  Nel 1966, l’IFAN diventa Institut Fondamental d’Afrique Noire, e nel 1986, dopo la morte del prof. Cheikh Anta Diop, prende il suo nome attuale: IFAN Cheikh Anta Diop.

 

Per il suo passato coloniale, il Senegal resta molto legato alla Francia ed è quindi naturale che molte delle ricerche effettuate sul campo siano compiute da missioni francesi. Tra queste, ricordiamo quella del prof. Cyr Descamps dell’Università di Perpignan (dottorato sul Senegal, Contribution à la Préhistoire de l’ouest sénégalais, 1972), che lavora fino al 1982 nell’Università di Dakar, studiando in particolare i depositi costieri di molluschi.

 

I monumenti funerari, i siti megalitici, i tumuli di terra e di conchiglie (Bocoum 1986), focalizzano in modo particolare l’attenzione di ricercatori. Tra questi possiamo citare le ricerche di Joire e Duchemein a Ngueguela su importanti corredi funerari tra cui il famoso pettorale in oro, più conosciuto con il nome di Pettorale di Rao (Joire 1955). Sui megaliti ricordiamo invece il lavori di Mauny (1960), Jouenne (1918, 1930) e Joire (1956).

 

Con Linares de Sapir (1971) si è inaugurata una nuova linea di ricerca, che unisce archeologia e storia dinastica. Importante è il suo studio sui chiocciolai della bassa Casamance con una prospettiva lunga, che vede un continuum tra la cultura materiale antica e il popolamento attuale.

 

In Senegal negli ultimi anni è attiva un’ampia ricerca etnoarcheologica, condotta dai ricercatori dell’università di Paris X (Nanterre), incentrata sopratutto sulla produzione in ceramica della valle del fiume Senegal, e condotta dalla dott.ssa A. Gelbert, membro dell'équipe di ricerca Préhistoire et Technologie.

 

Negli Stati Uniti, due ricercatori si occupano di preistoria senegalese:

Matthew Hill Università di Waterloo, studia i circoli di pietre di Gambia e Senegal.

Susan Keech McIntosh, Rice University, lavora sull’urbanizzazione in Africa Occidentale e ha missioni archeologiche in Niger e nella media valle del Senegal.

Inoltre il Gruppo di ricerca in archeologia navale ha recentemente realizzato dei calchi dell’isola di Gorée per conto dell'Unesco e del governo del Senegal.

 

Ricercatori senegalesi:

Abdoulaye Sokhna Diop (1974), lavoro di sintesi

Ibou Diagne (1978) , neolitico senegambiano

Adama Diop (1979) tesi sullo studio tipologico della stazione achuleana di Lagreich nella valle di Tilemsi, in Mali

Massamba Ngoye Lame (1981), dottorato su Neolithique microlithique dunaire, primo lavoro di un senegalese interamente consacrato al suo paese

 

Bibliografia

Aujas L. 1925 Funérailles royales et ordre de succession au trône chez les Sérères du Sine, B.C.E.H.S: 501-508

Barry B. 1985 Le royaume du Waalo, Paris, Karthala 421

Becker C. e Martin V. 1982 Rites et sépultures pre-islamiques au Sénégal et vestiges protohistoriques, in Archives suisses d’anthropologie générale 46 (2): 261-293

Becker C. 1984 “Que sait-on des peuplements anciens de la Sénégambie?”, Com. IV colloque AOAA Nouakchott, 11-20 décembre

Bessac H. 1964 Fragments de poteries archéologiques du Fouta sénégalais, in Notes Africaines 103:65-72

Bocoum H, Mc Hintosh S.K., Mc Intosh R.J. 1999 L’age di fer dans la moyenne vallée du fleuve Sénégal, in Notes Africaines 196: 9-18

Bocoum H. 2002 Trajectoires archéologiques au Sénégal, in Le Sénégal Contemporain,  M. C. Diop, Karthala, Paris, pp.185-213

Chavane B. 1979 Recherches archéologiques dans la moyenne vallée du fleuve Sénégal

Chavane B. 1985 Anciens villages du Fouta

Chavane B. 1985 Villages de l’ancien Tekrour, Paris, Karthala CRA, 188 pag.

Cisse K. e Thilmans G. 1968 A propos de la datation des mégalithes sénégambiens in Notes Africaines 117: 13-1

 

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