Agricoltura e pastorizia
di Enza Spinapolice
Dipartimento di Scienze Storiche e Archeologiche dell'Antichità
Università di Roma "La Sapienza"
In un momento abbastanza recente della storia
dell’umanità, circa 10-12.000 anni fa, un nuovo “stile di vita”, chiamato dagli
archeologi Neolitico, fece la sua comparsa. Il neolitico è caratterizzato dal
passaggio da un’economia di predazione (caccia e raccolta) ad una di produzione
(agricoltura ed allevamento), con il conseguente abbandono dello stile di vita
nomade e l’insediamento in veri e propri villaggi. Le prime prove del passaggio
dalla semplice raccolta di vegetali alla produzione di cibo vengono dal Sahara,
mentre attualmente si ignora se i primi animali siano stati domesticati in
Africa o nel Vicino Oriente.
Il periodo che va dal VII al V millennio a.C. in
Africa è chiamato Pastorale, in quanto contraddistinto prevalentemente da
un’economia di tipo nomade dedita all’allevamento di bovini: tale economia
produttiva era praticata anche grazie ad una fase climatica particolarmente
favorevole, basti pensare che in Sahara era densamente popolato e coperto da una
rigogliosa vegetazione.
Tra il VI e il IV millennio a.C., il progressivo
inaridimento del Sahara ha spinto verso la costa numerosi gruppi umani,
attirati nell’Africa occidentale dal clima favorevole di quella che, ancora
oggi, viene definita la fascia climatica del Sahel. Tra il IV e il V millennio
a.C. l'area fra la costa atlantica e il fiume Niger era ricca di foreste e fauna
selvatica e brulicava di attività umane. Gli abitanti di queste zone praticavano
l'allevamento e l'agricoltura, selezionavano e sfruttavano miglio, sorgo,
sesamo, fonio, alcune varietà di riso, e, più a sud, igname, palma da olio e
cola.
I siti in Senegal sono numerosi, e il sito chiave è
ancora una volta la penisola di Capo Verde, con la cosiddetta facies di
Bel Air, contraddistinta da armature microlitiche e ceramica di diverse forme.
Sull’isola di Gorée sono stati rinvenuti utensili in basalto e silicio.
Il Neolitico della costa presenta siti costituiti da
grossi accumuli di conchiglie (Casamance, Saint Louis), che probabilmente
costituivano un’importante risorsa per le popolazioni dell’epoca. Inoltre il
sud-est senegalese presenta una serie di siti con abbondante presenza di asce
in ematite di cui non si conosce ancora la funzione. Si sa, però, che le
popolazioni pensavano che l'ematite cadesse dal cielo durante le piogge e quindi
le attribuivano poteri soprannaturali… ancora oggi i Malinké la chiamano
Sanyendo (pietra del cielo) e i Pulaar Jambel yiwonde (ascia del
tornado) o Jambel Allah (ascia di Dio).
Siamo tutti Africani!
La ricerca archeologica in Senegal
Musei
I primi passi: caccia e raccolta
La protostoria