La protostoria
di Enza Spinapolice
Dipartimento di Scienze Storiche e Archeologiche dell'Antichità
Università di Roma "La Sapienza"
Il termine protostoria indica generalmente il periodo
che intercorre tra la fine della preistoria e l'inizio del periodo relativamente
al quale si dispone di testi scritti. In Africa occidentale non ha molto senso
parlare di protostoria, perché molti gruppi etnici non hanno mai del tutto
abbandonato uno stile di vita abbastanza simile a quello dei loro antenati,
basato essenzialmente sulla tradizione orale e sul rispetto delle antiche
usanze.
La protostoria è inoltre caratterizzata dallo sviluppo
della metallurgia, con la fusione del rame prima e del ferro poi. In Africa,
malgrado la fusione del ferro sia quasi certamente importata, i siti di fusione
del ferro sono migliaia e questa nuova tecnologia segnò profondamente tutta
l’economia del continente, consentendo un notevole sviluppo agricolo e, di
conseguenza, demografico.
La datazione dell’ ”età del Ferro” africana è molto
controversa: secondo il Prof. Cyr Descamps copre il periodo che va dal I
millennio a.C. al X o addirittura al XV secolo d.C.
Le più antiche testimonianze di fusione del ferro in
Africa subsahariana, vengono proprio dall’Africa Occidentale: in Nigeria,
sull’altopiano di Jos.
Nella media valle del fiume Senegal sono stati
scoperti oggetti in ferro che attestano la conoscenza della metallurgia in età
Protostorica. Caratteristici dell’Età del Ferro sono i inoltre tumuli funerari:
in Senegal tra il Ferlo e il
Saalum sono stati ritrovati più di 6.000 tumuli in
sabbia chiamati mbanar dagli
wolof e poydom dai
sereer.
Megaliti sono stati ritrovati su gran parte del
territorio senegalese, in particolare a circa 30 km da Kaolack si trova un
insieme di megaliti in laterite, disposti in cerchio e innalzati verso il cielo,
che risalgono ad un periodo che va da 3.000 anni a.C. al primo secolo
d.C.
È proprio in questo periodo, nel II millennio a.C.,
che le popolazioni del gruppo linguistico Bantu (di cui fanno parte anche le
lingue senegalesi) cominciarono a diffondersi in tutto il continente Africano,
portando con sé la nuova tecnologia dell’agricoltura e della metallurgia.
Si tratta di un periodo cruciale nella storia
africana, in cui si formarono stabilmente i gruppi etnici che ancora oggi
costituiscono la popolazione dei diversi stati. Sono state le continue
migrazioni e l'insieme di relazioni che caratterizzano il patrimonio culturale
africano comune a produrre la diversificazione etnica che oggi contraddistingue
la nazione senegalese.
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