Ramadan in Italia

di Sidy Fall

 

Da quando sono arrivato in Italia non ho avuto sempre la possibilità di pregare durante il giorno. Spesso non sono riuscito a eseguire le cinque preghiere negli orari giusti a causa delle mansioni che svolgo o del posto di lavoro.

Nella maggior parte dei casi i miei colleghi non sono musulmani e trovano difficile capire che per me è importante pregare e rispettare il digiuno durante il mese del Ramadan. Soprattutto dopo gli avvenimenti di questi anni legati all’Islam, molti dei miei capi non accettano che io preghi nemmeno durante l’ora di pausa. A mio parere tutta questa “paura” dell’Islam esiste solo per le informazioni scarse e inesatte o addirittura menzognere.

Vivere il Ramadan qui in Italia è molto differente rispetto al Senegal.

Convivo con due amici e con due fratelli ma non è come essere in famiglia con la mamma e le sorelle.

Molti italiani non accettano il nostro digiuno perché non riescono a capire come una persona possa rimanere tutto il giorno senza mangiare e bere “solo” per il volere di Dio… molti provano pietà per noi e per i nostri sforzi, giudicando Allah un Dio ingiusto e “crudele”. Qui è molto difficile vivere il Ramadan come in Senegal, ma è ingiusto anche pretenderlo visto che nel mio Paese il 95% della popolazione è musulmana mentre in Italia la maggioranza è cattolica. Vorrei solo avere un po’ più di libertà per poter pregare agli orari giusti, senza per questo dover limitare la libertà degli altri.

Penso che il luogo dove si vive giochi un ruolo molto importante, ma l’educazione islamica deve essere la base fondamentale per ogni musulmano e bisogna trovare il coraggio di viverla in OGNI luogo!

Prepararmi il cibo da solo è molto difficile perché molti di noi in Senegal non avevano mai cucinato prima e dal nostro arrivo in Italia abbiamo dovuto imparare tante cose. Soprattutto durante il periodo del Ramadan è impossibile preparare i piatti che le nostre sorelle ci preparavano in Senegal. Qui il tempo non ce lo permette e dopo una giornata di digiuno e di lavoro si è talmente stanchi da non poter pensare di mettersi ai fornelli. Quindi qui spezziamo il digiuno in modo molto diverso da quanto eravamo abituati a fare in Senegal.

Allah ha creato il Ramadan per noi non solo per il semplice digiuno durante il giorno. Il Ramadan è molto di più: rafforza anche il nostro spirito oltre a dare forza al nostro corpo che è come una macchina: dopo un anno di lavoro ha bisogno di un periodo di “fermo”.

Durante il mese del Ramadan dovremmo tornare a Dio e chiedere perdono per gli errori che abbiamo compiuto e avere il coraggio di andare avanti per la strada giusta (qui in Italia è ancora più difficile!!).

Durante questo periodo in Senegal la gente ha più attenzione verso i proprio fratelli, è più propensa all’aiuto e alla carità verso i più bisognosi e poveri.

All’inizio del mese del Ramadan molti sono più pii e hanno una maggiore forza… ma più i giorni passano più tendono a tornare alle proprie abitudini che contraddistinguono tutti gli altri giorni dell’anno.

In Senegal la gente che ha un lavoro autonomo può permettersi di diminuire il ritmo lavorativo ma i dipendenti devono rispettare gli stessi orari di tutto il resto dell’anno.

Ho festeggiato anche la Korité in Italia (per due volte) ma anche questa giornata è completamente differente da quelle che ho trascorso in Senegal. A volte i nostri datori di lavoro non ci permettono di prendere un giorno di ferie per la Korité (credo che non sappiano di che cosa si tratta, così ci ritroviamo a casa il giorno di Natale e al lavoro nei giorni di festa dell’Islam).

In Senegal nei giorni che precedono la Korité tutti sono felici e partecipano ai preparativi. Qui possiamo incontrarci tra musulmani ma non si respirerà mai la stessa aria di festa. Ho notato che i senegalesi che sono qui da tanti anni hanno perso moltissime delle nostre tradizioni e anche la Korité non viene più festeggiata. Invece questa giornata è importantissima per chi ha DAVVERO seguito il digiuno e la preghiera durante il mese del Ramadan.

Ricordo che in Senegal dopo la preghiera tutti vanno in visita ai parenti e agli amici indossando abiti tradizionali nuovi e bellissimi. Si preparano grandi piatti di carne (pollo, montone etc.), raramente si mangia riso durante questa festa. Il momento più importante di questa giornata è la mattina durante la visita alla Moschea. L’Imam fa una predica sulla vita dei senegalesi rispetto all’Islam, su quale sia la maniera migliore per rispettare Allah, su tutti gli avvenimenti nefasti che hanno segnato la nostra comunità durante l’anno.

Può sembrare un controsenso, ma a volte i senegalesi durante la festa della Korité dimenticano le regole islamiche per dedicarsi completamente al divertimento rendendo vani tutti gli sforzi e i sacrifici compiuti durante il mese del Ramadan. Molti diventano “jaïl”. Molto spesso in Senegal, soprattutto durante le feste, viene “mescolata” la tradizione locale con la religione e questo comportamento è molto scorretto.

Tutti i musulmani dovrebbero tornare al Corano e alla vita del Profeta (Pace e benedizione su di Lui), altrimenti rischiamo di essere musulmani solo per il nome che portiamo…

 

Il Ramadan

 

 

 

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