La religione in Senegal
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La ricchezza
del patrimonio religioso africano si manifesta nelle diverse concezioni di
Dio e nei differenti modi in cui la relazione con l'Essere Supremo viene
vissuta.
In ogni caso, qualunque sia il credo, la religione
pervade la vita africana, coinvolgendone tutti gli aspetti e valorizzando le
relazioni sociali. Lo spirito religioso rafforza i legami tra gli individui
e con le forze invisibili, rendendo stabile il tessuto sociale e creando
relazioni armoniose tra il mondo dei vivi, il regno dei morti e i domini
della natura.
La popolazione senegalese, secondo le statistiche, è
per il 94%
musulmana e per il 5% cristiana,
soprattutto cattolica, ma accanto a coloro che si dichiarano apertamente
seguaci di qualche religione animista (1% circa), troviamo molti Senegalesi
che si professano musulmani o cattolici ma sono in realtà legati anche a
forme di religiosità tradizionale. Un
profondo processo di sincretismo ha reso possibile la coesistenza delle
religioni tradizionali con quelle rivelate.
(foto di Cristina Seynabou Sebastiani) |
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L’Islam in Senegal
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Tutti i musulmani credono ad Allah, al Profeta e ai cinque pilastri dell'Islam
però l'intera pratica dell'Islam come cultura del quotidiano è diversa in
Senegal rispetto al mondo arabo.
Al contrario del Cristianesimo, la religione
islamica viene percepita come autoctona anche perché fa riferimento
confraternite guidate da marabutti: capi
spirituali, saggi e santi consiglieri con funzioni religiose.
Il loro titolo deriva dall’arabo murabit,
parola che significa
abitatore del fortino e indica i santi
musulmani del Maghreb e dell’Africa occidentale, come pure i loro sepolcri.
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| Foto
di Annalisa Ferrari |
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Le confraternite senegalesi praticano tutte l’Islam
sunnita e sono ordini sufi. Nate attorno alla
figura di un fondatore che si distingueva per la profondità della ricerca
religiosa, per l’altissima spiritualità e il forte carisma, che si manifestava
anche nell’espressione di una via di fede personale che andasse oltre alla sola
osservanza della legge (shari’a) si sono poi costituite in vere e
proprie confraternite caratterizzate da regole religiose e di vita precise, che
tentano di colmare l’abisso che separa l’uomo da Dio.
Le principali sono: la Qadiriyya (fondata da Qadir Al-Jilali ma
introdotta in Senegal da Cheikh Bounaama Kounta), la Tidjianiyya (fondata
da Sidi Ahmed Al Tidjani, portata in Senegal da El Hadji Omar Tall, deve la sua
diffusione a El Hadji Malick Sy), la confraternita dei Laayèn (Libasse
Thiaw) e la Muridiya (Cheikh
Ahmadou Bamba Mbacké) con il sottogruppo dei
Baay
Fall (Cheikh Ibrahima Fall).
Una minoranza di musulmani non si riconosce in nessuna confraternita: sono gli
Ibadu (da Ibadu rahman che significa schiavo di Dio),
il loro modo di vivere l’Islam si attiene più rigorosamente al Corano e alla
Sunna.
Islam
Il Muridismo
I Baay Fall
Il Cristianesimo senegalese
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Il cristianesimo ha incontrato notevoli resistenze perché era percepito come la
religione dei conquistatori e dell'élite, veicolo dei valori del "moderno mondo
occidentale" e della francofonia.
A partire dall’indipendenza la Chiesa senegalese di sta progressivamente
africanizzando.
Storia del Cattolicesimo senegalese
Antoine, un testimone
cristiano
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Foto di Annalisa Ferrari |
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Le religioni tradizionali
Non si può parlare di un’unica religione africana.
Esistono nei culti tradizionali elementi comuni e similitudini ma è difficile
valutarne l’importanza.
Il concetto stesso di Dio, la cosmogonia, l’idea di vita dopo la morte, le
entità invisibili, i riti e i miti... variano secondo le regioni e le etnie.