Un testimone cristiano

Antoine Gomis, senegalese cristiano di Dakar, responsabile per la Brianza del gruppo ASCI[1]

 

La chiesa cattolica si è certamente diffusa a partire dall'isola di Gorée, portata dai colonizzatori. Dopodiché i colonizzatori sono andati a Saint-Louis, che è stata la prima capitale del Senegal, città fondata dai coloni francesi in cui risiedevano i governatori. Per questo motivo oggi a Saint-Louis moltissime persone musulmane hanno nomi di origine cristiana, ereditati dagli antenati.

 

Il Vangelo è stato poi portato nell'entroterra del Senegal, verso i villaggi Serère (Joal, Palmarem, Thies..) dove è nato il nostro ex-arcivescovo, cardinale Thiandoum. Il cristianesimo è quindi arrivato alla seconda capitale, Dakar, dove è stata costruita la prima cattedrale, la più grande di tutto il Senegal. Sono poi arrivati dei frati missionari canadesi che hanno fondato molte scuole private cattoliche (Sacré Coeur, Saint Pierre, Saint Joseph...) Io stesso ho frequentato la scuola del Sacré Coeur negli anni ‘70, da quando era bambino fino alla scuola superiore. Vicino a questa scuola si trova la chiesa di Saint-Pierre, dove sono stato battezzato, la cui prima pietra è stata benedetta dal Santo Padre Giovanni Paolo II.

Le scuole cattoliche forniscono un'ottima educazione anche per quanto riguarda il comportamento, esse infatti passano ai giovani dei forti valori morali che li accompagneranno per tutta la vita.

 

Un luogo molto importante per i cristiani senegalesi è Popenguine, dove la Madonna è apparsa molto tempo fa (circa nel XVIII secolo) e che ora è luogo di pellegrinaggio. Les Martires de l'Uganda è una chiesa di riferimento per molte persone e per molti giovani pellegrini che si preparano al pellegrinaggio a Popenguine. Questa chiesa raggruppa le piccole comunità di ogni quartiere. Le comunità organizzano tante attività per fedeli di ogni età: gruppi di preghiera, ritiri spirituali a Cap Des Biches, serate per raccogliere fondi per la comunità, concerti ecc...

 

Le comunità cristiane in Senegal sono molto unite: ad esempio, quando una persona del quartiere muore, tutta la comunità partecipa a 8 giorni di preghiera serale prima della sepoltura. Le messe in ricordo del defunto vengono celebrate dopo 6 mesi e dopo un anno dalla morte, e sono sempre molto sentite.

 

Per quanto riguarda il matrimonio cattolico, in Senegal ci sono due possibilità:

w            matrimonio misto: fra un coniuge cattolico e uno di altra professione cristiana (protestante evangelico, battista,...). La dispensa è su autorizzazione dell'Arcivescovo.

w            matrimonio "dispare": un coniuge cattolico e uno musulmano. Non dispensa il sacramento dell'Eucaristia però il coniuge musulmano si presenta in Chiesa accompagnando il partner cattolico, ed il matrimonio è valido come matrimonio religioso cristiano perché dà possibilità al cristiano di prendere l'Eucarestia.

 

In Senegal per sposarsi con una ragazza musulmana, i parenti chiedono al ragazzo di cambiare la sua fede e convertirsi all'Islam. Per un cristiano questo sarebbe apostasia, cioè il rinnegamento di Cristo.

 

Questi matrimoni sono molto frequenti in Senegal: molte famiglie hanno 2 religioni al loro interno, con i due coniugi di religione diversa, e i figli crescendo hanno la possibilità di conoscere entrambe le religioni e fare la loro scelta liberamente. Per questa ragione non ci sono finora conflitti di religione, per lo meno per quanto riguarda le città, in cui musulmani e cristiani sono in ottimi rapporti.

 

Spesso invece nei villaggi e nelle regioni lontane dai grandi centri si creano comunità musulmane fondamentaliste che cercano di applicare la Shari’a islamica. Nel luglio 2003 l'arcivescovo di Dakar Théodore Adrien Sarr ha dovuto lottare per mantenere la laicità dello Stato senegalese, dopo che un gruppo di musulmani, pretendendo di incarnare il pensiero di tutti i musulmani senegalesi, aveva richiesto una riforma del Codice della famiglia basato sulla Shari’a islamica. Numerosi musulmani si sono uniti ai cristiani contro questa proposta. Finora la laicità dello Stato senegalese continua ad essere un principio fondamentale e condiviso sia dai cristiani che dai musulmani.

 

Come ha detto il Santo Padre "siete il sale del mondo", noi cristiani senegalesi siamo accoglienti verso i nostri vicini musulmani, soprattutto durante le feste cristiane. Abbiamo un "sapore" che fa sentire in festa tutte le famiglie: tutto il Paese in Senegal festeggia il Natale, anche i musulmani e i credenti di altre religioni. Anche i musulmani imitano le nostre tradizioni natalizie, facendo nella loro casa l'albero di Natale. Nel centro della città si mettono addobbi natalizi.

 

A Pasqua abbiamo un'altra tradizione: un cibo che si chiama ngallax che i cristiani preparano e distribuiscono il venerdì santo ai vicini di ogni religione. La sera si organizzano molte feste in comune, con musica, balli ecc..

 

Durante la Tabasky i musulmani distribuiscono la carne di agnello ai vicini, e la sera, allo stesso modo, organizzano feste a cui tutti partecipano.

 

In Senegal finora ringraziamo il Signore perché non ci sono conflitti inter-religiosi, speriamo che continui così e che gli integralismi non prendano forza nel Paese e non influenzino le menti poco istruite e quindi più vulnerabili.


 

[1] ASCI Associazione Senegalesi Cattolici in Italia: è stata fondata nel 2001 a Milano da 8 persone. Ora raggruppa 200 membri. Attività: incontri in ogni capoluogo lombardo. La maggior parte dei membri è a Brescia, dove hanno creato un coro di 30 persone che anima la Messa domenicale. A Bergamo si trova un'altra comunità. Antoine è tra i fondatori di questa associazione, da Milano, dove è stata creata, si è trasferito in Brianza per formare un'altra comunità locale e un gruppo di preghiera e d'ascolto.

 

 

 

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