Decorazione murale

di Tiziana Manfredi

pittrice

 

La decorazione dei muri è un aspetto molto trascurato dell’arte africana, nonostante sia praticata da diversi gruppi etnici distribuiti in una vasta area a sud del Sahara.

 

 

L’arte murale, come la decorazione del corpo, la tintura dei tessuti e la ceramica, è un’arte strettamente femminile e integrata con i ruoli domestici di allevare i bambini, preparare i pasti, sovrintendere alle attività della casa e partecipare al lavoro dei campi.

 

La sua origine non è molto chiara, ma è certamente una tradizione che passa da madre in figlia, generazione dopo generazione, anche se ormai non esiste più alcuna conoscenza di ciò sta dietro, se non quella del significato di certi disegni e motivi. Qualche donna più anziana spiega come il risultato d’influenze culturali e religiose, nel corso del tempo e del sottile intrecciarsi d’elementi islamici.

 

© Margaret Courtney-Clarke/CORBIS

   

 

La pittura murale ha perso molto della sua identità storica ma, nonostante le difficoltà, ciò che è sopravvissuto è la convinzione dell’esistenza di una comunità, nei confronti della quale si hanno doveri personali. L’interazione sociale tra le donne, specialmente tra le mogli di uno stesso uomo, in una società poligamica, e il loro bisogno di esprimersi, oltre al desiderio di piacere al marito, sono i motivi che hanno permesso all’arte di sopravvivere fino ad oggi.

 

È un’arte che diviene mezzo per abbellire lo spazio entro il quale la donna e la sua famiglia si muovono. È il lavoro collettivo di più donne, solitamente iniziate da una delle mogli anziane con più esperienza o dalla padrona della casa che vuole esprimere la propria identità nella scelta dei motivi.

 

 

La decorazione dei muri è simbolo di cooperazione, tipica delle società africane.

 

Prima di iniziare a dipingere, le donne devono restaurare e intonacare la parete della capanna, con un composto di terra e sterco di vacca, procedimento ripetuto ad ogni inizio della stagione secca; questo perché questi dipinti sono soggetti a sgretolamento e non hanno carattere di permanenza. La superficie è lisciata con le mani, con un infuso di sterco e urina, processo che già crea sottili motivi decorativi. Questi, o altri materiali organici, sono usati sia per la pittura sotto forma di pigmenti locali, sia per gli strumenti, fatti con piante o penne.

 

© Margaret Courtney-Clarke/CORBIS

   

 

Diversamente dai metodi di costruzione, riservati agli uomini, che sono meno innovativi, le donne esprimono sempre uno stile individuale. La pratica più comune è quella di dipingere con pigmenti di terra su un intonaco fresco, spesso a più strati, e questa sovrapposizione degli strati rallenta il processo d’asciugatura del colore, favorendone la screpolatura e creando così motivi che si fondono quelli del disegno.

 

Il motivo, però, va oltre la decorazione e diventa comunicatore dell’individualità, può essere figurativo e non, anche se spesso le due varietà si trovano insieme.

 

Il significato attribuito agli animali varia da clan a clan, infatti, alcuni sono considerati sacri, come il pitone, che è simbolo di protezione per gli abitanti della casa. Un motivo apparentemente identico assume una valenza diversa secondo la tribù alla quale è associata.

 

Le donne soninké della Mauritania, decorano le pareti interne con forme geometriche dai colori tenui, facendole assomigliare a quadri appesi; le donne soninké del Senegal, invece, producono una forma d’arte a cavallo fra gli stili, che intreccia il bassorilievo con la geometria, questa con l’architettura e il rilievo con il colore.

 

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