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Max Diop

 

Nelle mie opere mostro la vita quotidiana del mio paese, il Senegal.

Le mie tele rappresentano la cultura tradizionale, che rischia di scomparire.

Dipingo la vita nelle campagne, la religione, la cerimonia del tè, i musicisti.

 

La mia famiglia è originaria di Saint Louis. Dopo l’indipendenza del Senegal nel 1960, i miei genitori sono partiti per Dakar. Da quando ho compiuto 18 anni, ho potuto fare visita regolarmente ai miei nonni a Saint Louis e questo mi ha permesso di studiare la cultura tradizionale nei villaggi dei dintorni. Sfortunatamente nelle città molte tradizioni sono scomparse a causa della modernizzazione e dell’influenza coloniale francese.

Inoltre i Francesi hanno vietato la religione musulmana. Sono io stesso un credente praticante. Il Corano e l’Imam sono rappresentati nelle mie tele. Sono contrario al fatto di vietare o imporre una religione.

 

Ho frequentato l'École Nationale des Beaux Arts di Dakar.

Nel 1985/86, ho studiato presso Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts di Parigi.

Alcuni pittori perdono le loro radici durante gli studi e cominciano ad imitare la cultura francese, io ho voluto evitarlo ad ogni costo.

 

Ho viaggiato molto, da qualche anno abito ad Amsterdam.

Il mio desiderio di mostrare l’Africa e la sua cultura tradizionale agli Europei è rimasta intatta.

Ad Amsterdam ho trovato il mio stile: le mie tele sono molto colorate e strutturate come puzzle.

 

Alcune opere

   

Femmes peulhs

  L'Homme wolof et le thé  

Le Choriste diola

         
   

Max le saxophoniste Toucouleur

 

Le Paysan serère au village

 

Le joueur de balafon Diola

 

 

 

 

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