Questa pagina è stata realizzata in collaborazione con l'ONG

L.V.I.A.

 

E' stata tratta da un articolo apparso sul notiziario VOLONTARI nel giugno-luglio 2000

 

Il servizio di pace L.V.I.A. opera dal 1966.

E' un'ONG riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri dal 1972. I suoi volontari, in Italia ed all’estero, sono impegnati nella costruzione di nuovi rapporti con le popolazioni del sud del mondo, nella realizzazione di progetti che, fino ad oggi, hanno consentito la costruzione di pozzi, acquedotti, strutture sanitarie, cooperative agricole; organizzato la formazione professionale in tantissimi Paesi dell’Africa.

 

 

 

 

 

La musica senegalese

di Laay Mbilim

 

Fino agli anni '70 i musicisti senegalesi si accontentavano di copiare i ritmi latino-americani, suonare la salsa locale  o il soul, il rythm and blues o anche il jazz.

 

E' a livello della musica tradizionale che appaiono dei veri talenti nazionali. Parliamo di Soundioulou Cissoko, originario del sud e della cultura malinké, e della sua kora magica; di Yandé Codou Sène, la grande diva del Siin Saalum dell'etnia sereer; ma anche di Ndiaga Mbaye, cantante e poeta di cultura wolof. Sono tutti griot, la casta depositaria della tradizione e della storia orale. Il teatro Daniel Sorano, creato poco dopo l'indipendenza, diviene il centro di elaborazione e il trampolino di lancio per questa musica, detta in Senegal "lirica".

 

A partire dal 1974 appaiono i primi gruppi musicali che che utilizzano strumenti moderni: è l'inizio del fenomeno detto della "musica Afro". Lo Xalam di Dakar incarnerà questo stile e ispirerà generazioni di artisti in Senegal e all'estero.

 

Nel 1978 Youssou N'Dour (sito ufficiale) forma, insieme ad alcuni amici, il gruppo Etoile de Dakar, che si allontana progressivamente dalle influenze della musica latina per suonare secondo secondo lo stile mballax, con il ritmo dei tam-tam suonato con strumenti moderni (chitarra, basso, batteria). Con i Diamono di Ismaël Lo, Baaba Maal, gli Etoile divenuti nel frattempo Super Etoile di Youssou N'Dour... la musica senegalese si identifica sempre più, per i giovani, con lo mballax.

 

Agli inizi degli anni '80 i Touré Kunda, che lavorano a Parigi, ottengono un enorme successo internazionale suonando una musica ispirata alla tradizione della Casamance, ma che rispecchia più in generale la diversità linguistica di tutto il paese.

 

In questo periodo manca agli artisti senegalesi la capacità di far apprezzare le proprie opere a livello internazionale. Per sopravvivere sono obbligati a produrre materiale di scarsa qualità, suonando spesso nelle discoteche della capitale e collaborando, come figure di secondo piano, nei concerti dei personaggi più famosi. Solo Youssou N'Dour, Ismaël Lo e Baaba Mal riusciranno ad avere successo e a firmare contratti con grandi case discografiche di Parigi, Londra e degli Stati Uniti.

 

Agli inizi degli anni '90 appare il fenomeno rap: il gruppo PBS (Positive Black Soul) esce sul mercato con la propria prima produzione. Il mondo del rap è l'espressione della contestazione giovanile: mentre la crisi economica si presenta come una realtà concreta, all'Università di Dakar l'anno accademico viene sospeso per le continue manifestazioni di protesta. Migliaia di giovani, obbligati a lasciare gli studi, si ritrovano per strada... Là dove lo mballax faceva ballare, il rap interpella, grida, urla, denuncia.

 

Dopo i PBS, che firmano un contratto con Highland Records arrivano i Daara Ji, i Pee Froiss... e danno fuoco alle polveri. In pochi anni Dakar diviene un polo del rap (il terzo a livello mondiale) dove centinaia di gruppi si formano e si propongono sul mercato. Caratteristica è la loro sensibilità ai temi sociali: insieme alle radio locali e alla società civile hanno partecipato alla campagna di sensibilizzazione per permettere l'iscrizione della popolazione alle liste elettorali (prima delle elezioni del 2000) sollecitando la gente a riflettere sulla funzione e l'importanza del voto. E' grazie a questo impegno che che i gruppi rap rivendicano un loro ruolo decisivo che ha permesso la vittoria dell'opposizione alle ultime elezioni presidenziali.

 

Oggi vediamo apparire altre forme di musica acustica, etnica e anche alternativa: al Festival del Jazz di Saint Louis il pubblico senegalese ha riscoperto e apprezzato Wasis Diop e il suo gruppo multietnico, grazie alle sue sonorità di base molto africane ma aperte alle contaminazioni con altre tradizioni. Durante lo stesso Festival, Yandé Codou Sène, la grande vecchia della musica senegalese, con la sua testimonianza, ha ricordato a tutta la giovane generazione di musicisti che anche nella musica attuale la tradizione può essere moderna. Giusta chiosa di un cammino lungo secoli: è nel seguire un mondo in movimento ma senza dimenticare le proprie radici che la musica senegalese rimarrà autentica espressione di una cultura unica.

 


 

Gli strumenti tradizionali senegalesi e africani

N'Goni

 

La Musica Senegalese in Italia

Dunumba

Kisitò 

Konkoba

Badu N'Diaye

Percussioni Baobab

Sunu Africa

Mass N'Diaye e le Thiossan

 

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