La letteratura wolof scritta con l’alfabeto latinodi Arame FAL, linguista, Dakar
La letteratura scritta con i caratteri latiniGli autori più conosciuti di questa corrente fanno parte della cerchia dei pionieri che crearono, nel 1958 a Grenoble, il primo sillabario in lingua wolof Ijjib wolof, sotto l’egida di Cheikh Anta Diop, e con la partecipazione di Abdoulaye Wade, attuale Presidente de la Repubblica del Senegal, Saliou Kandji e altri.
Tra gli autori più rilevanti il celebre scrittore francofono Cheik Aliou Ndao (l’autore di Buur Tilleen romanzo presentato in due versioni: la versione wolof (più antica ma pubblicata solo nel 1993) e quella francese, uscita nel 1972 con Présence Africaine); Assane Sylla che, oltre alla propria produzione personale, ha tradotto poeti quali Leconte de Lisle, Victor Hugo ecc. Cheikh Adramé Diakhaté e Mamadou Diarra Diouf hanno scritto rispettivamente sui temi dell’emigrazione verso l’Europa con Janeer (Illusione) e i maltrattamenti nei confronti delle donne con Yari jamono, romanzo che sta per essere pubblicato anche in francese con il titolo Chaque femme est un homme (Ogni donna è un uomo).
Ma le donne non mancano. Mame Younousse Dieng ha tradotto, durante gli anni '60, l’inno nazionale del Senegal in wolof, è l’autrice del romanzo Aawa bi (La prima moglie) e anche di l’Ombre en feu (l'Ombra in fiamme), romanzo in francese scelto, qualche anno fa, per il Grand Prix du Président de la République. Kura Saar non ha frequentato la scuola francese, ha seguito solo i corsi di alfabetizzazione in wolof. Attualmente la sua professione è "venditrice di gamberetti al mercato Elisabeth Diouf di Dakar". Nei suoi poemi, molto gradevoli, passa da temi quali le malefatte della colonizzazione ad appassionate arringhe contro lo xeesal, (sbiancamento artificiale della pelle). Mame Ngoye Cissé è segretaria presso l’Istituto Fondamentale d’Africa Nera (IFAN). A forza di lavorare sui testi wolof, per necessità lavorative, ha imparato la scritta wolof ed ha colto l'occasione per riprendere in Liggéeyu ndey: añub doom, letteralmente: il lavoro della madre: la ricompensa del bambino (può essere acquistato all'OSAD), le favole che le raccontava sua madre.
La maggior parte degli autori citati fa parte dell’Unione degli Scrittori in lingue nazionali (UESLAN) il cui presidente è Cheikh Adramé. Questa associazione, nata all'inizio degli anni '90, lavora coraggiosamente per la promozione della letteratura in lingue nazionali, attraverso conferenze e trasmissioni radiofoniche. Le pubblicazioni vengono acquistate soprattutto da ONG che si occupano di alfabetizzazione e da insegnanti ricercatori.
Le pubblicazioni bilingue Le pubblicazioni bilingue in lingue nazionali e francese, si stanno diffondendo grazie all’azione di alcune strutture come l’IFAN Cheikh Anta Diop e Enda-Tiers Monde che ha lavorato insieme per la pubblicazione di un libro intitolato Des contes wolof ou la vie rêvée, 1996 (Racconti wolof o la vita sognata). Tra le opere più recenti, citiamo Les Jumeaux de Diyakunda / Séexi Diyakundaa, Falia-Editions-Enfance, 2002 (I gemello di Diyakunda), Il était une fois en Europe… / Benn bés la woon… (C'era una volta in Europa…), raccolta di racconti in lingue europee (francesi, olandesi, cechi, tedesci, del Lussemburgi) e wolof, realizzata con la collaborazione del Gruppo Culture Europe, 2002.
Le scuole sperimentali bilingue (aperte nel 2003) constituiscono il target privilegiato per questo tipo di pubblicazione. La letteratura wolof scritta con l’alfabeto arabo |
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