L'architettura tradizionale africana di Alberto Arecchi Architetto e autore di diversi studi sulle culture dei Paesi africani, sui problemi dell'habitat e delle tecnologie appropriate
Possiamo suddividere il patrimonio architettonico tradizionale dell'Africa
occidentale in quattro sotto-insiemi:
Il commercio trans-sahariano, a partire dal nostro sec. XII, ha dato origine
a correnti culturali di scambio tra l'Africa del Nord e la grande ansa del
Niger. L'islamizzazione ha diffuso moschee ed altri edifici di culto, ma ha
anche influenzato la tipologia degli edifici residenziali. Basti pensare ai
grandi monumenti dell'architettura sudanese (Timbouctou, Gao e, simbolo più
noto, la grande Moschea di Djenné) per rendersi conto delle qualità espressive
dei materiali tradizionali come la terra cruda, e delle loro possibilità di
durata quando venga garantita una giusta manutenzione. § Nella fascia semi-arida al bordo del Sahara le costruzioni sono generalmente in terra cruda, talvolta "armata" o stabilizzata con ossature lignee inserite nel corpo delle costruzioni. L'habitat è raggruppato in città, poste lungo le fasce fluviali. § Più a sud, nel Sahel, caratterizzato da una pluviometria media, le abitazioni sono di terra (talvolta di paglia) con il tetto di paglia, e sono raggruppate per lo più in piccoli villaggi. § Nelle zone umide della foresta, infine, le abitazioni tendono ad essere realizzate interamente in paglia, legno o bambù. Le forme, i colori, le decorazioni e gli arredi variano moltissimo, secondo
la regione e l'etnia degli abitanti, secondo la loro gerarchia sociale
(ugualitaria o centralistica) e la loro concezione del mondo (spesso il
villaggio ripete, nella disposizione delle case, schemi antropomorfici o
cosmogonici). Il patrimonio architettonico in Africa occidentale L'architettura tradizionale senegalese Le architetture del periodo coloniale Gli insediamenti precari urbani |
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