Aperture e chiusureda ”Laboratorio sulla Fiaba Africana”, di Alessandra Ferrario Pedagogista, impegnata nell'educazione interculturale nella scuola
Le fiabe arabe dell’Africa iniziano solitamente affermando e negando alle stesso tempo, preannunciando racconti sospesi in tempi e luoghi indeterminati:
Kan ma kan fiq adim azzaman… c’era non c’era nell’antichità dei tempi…
Kan ma kan la han wa la han… C’era non c’era né qui, né altrove…
Altre volte sono precedute da invocazioni allo spirito propiziatorio di Dio:
Sia gloria all’Altissimo Signore Allah che è grande che guida il mio cuore mentre racconto un fatto incantato successo nel tempo lontano passato…!
Ecco un racconto di magie e meraviglie, che Dio lo renda piacevole a voi figli e figlie, sia la mia strada come un nastro di seta che si svolge e rende la sera lieta…
…e là li lasciamo vivere in allegria possa Iddio benedire la vostra sorte e la mia.
La mia storia ha seguito il torrente, l’ho raccontata a tanta gente in onore del Dio misericordioso che perdona il cuore generoso.
Altre formule di apertura:
Eccolo il mio racconto! L’ho portato lungo il torrente per i figli dei nobili.
Alcune formule di chiusura:
Ed è dalla foresta che la mia fiaba è partita, per bagnarsi nel mare, il primo che la incontrerà, in paradiso andrà!
Qui la storia finisce e il prossimo naso che l’annuserà andrà all’inferno! E il re rimase solo a guardare il cielo! Ed è a questo punto che la mia storia è caduta in mare e chiunque la ripeschi andrà in paradiso”
Spesso sono intercalate da filastrocche e ritornelli, come i seguenti:
Jamloro mangerà Biraama mangerà Ndaama mangerà ma a Toni niente, a lui ci pensa Allah!
Sotto il guscio han le teiere ogni cruccio si dilegui Se hai scolato giù il bicchiere
La fiaba come ponte tra le culture Dove e quando si narrano le fiabe
Chi narra le fiabe
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