L’aiuto magicoda ”Laboratorio sulla Fiaba Africana”, di Alessandra Ferrario Pedagogista, impegnata nell'educazione interculturale nella scuola
In quasi tutte le fiabe del mondo interviene, ad un certo punto, un fattore magico che aiuta il protagonista a uscire da una situazione difficile. Nel momento di maggior paura e sconforto, se il protagonista ha saputo far leva su tutte le risorse a sua disposizione e anche sull’aiuto degli altri, verrà premiato con una magia che prende le sembianze di un personaggio particolare o di oggetti comuni, dotati però di poteri soprannaturali. Questo passaggio costituisce il momento terapeutico delle fiabe perché aiuta ad aver fiducia in sé e negli altri per superare situazioni apparentemente impossibili. Nelle fiabe africane oggetti e personaggi magici offrono simboli-chiave per la comprensione della cultura tradizionale. Questi sono zucche o calebasse, randelli, noci di palma, spilli, cucchiai, uova…
La dimensione extratemporaleCaratteristica di tutte le fiabe è l’assenza di categorie spazio-temporali: utilizzando figure simboliche decontestualizzate dal tempo, attinte dal mondo degli spiriti o dal mondo animale, si esprime l’universalità e l’eternità degli insegnamenti e della saggezza in esse contenuti. Lo spazio e il tempo non hanno incidenza sulle cose, non le modificano. Ci si può svegliare dopo cent’anni immutati: giovani e freschi come allora. Anche il contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti, tipico della cultura africana, si inserisce in questa dimensione extratemporale.
La fiaba come ponte tra le culture Dove e quando si narrano le fiabe
Chi narra le fiabe
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