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Il tè senegalese,
tradizione importata dai paesi del Maghreb, si prepara
con warga (foglie di tè non fermentato e naturalmente arrotolato in
piccole palline, simile al gunpowder cinese ma molto più saporito, venduto in
pacchettini monodose on in cartocci triangolari in carta), molto zucchero e,
per il terzo una bustina di zucchero vanigliato e nana (menta dal sapore deciso, a
foglia piccola). Gli ingredienti vengono inseriti secondo una procedura che è
difficile spiegare senza una dimostrazione pratica: vengono fatti bollire a
lungo in una piccola teiera di
metallo smaltato o inciso (barada), poi il tè viene
servito in piccoli bicchierini, alzando ed abbassando la teiera in modo da
formare una spessa schiuma in ognuno.
Bere il tè è un
rito, una cerimonia: si parla, ci si rilassa, e si cuciono importanti legami… E'
anche una metafora dei ruoli gerarchici propri della società wolof: è sempre il
più giovane, il ragazzino che prepara il tè per gli altri; il lëwël
è tradizionalmente destinato agli uomini, il secondo alle donne adulte e il
terzo è per tutti; viene servito agli ospiti in ordine di importanza: prima gli
uomini più anziani e poi giù, fino in fondo alla scala sociale…
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