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Associazione Italiana turismo responsabile

 

Cosa significa turismo responsabile?

 

Esiste un modo di viaggiare la cui prima caratteristica è la consapevolezza: di sé e delle proprie azioni, anche quando sono mediate dal comprare (un biglietto, un regalo, una stanza per dormire), della realtà dei paesi di destinazione (sociale, culturale, economica, ambientale), della possibilità di una scelta meditata e quindi diversa.

 

Questo è Turismo Responsabile: un viaggiare etico e consapevole che va incontro ai paesi di destinazione, alla gente, alla natura con rispetto e disponibilità. Un viaggiare che sceglie di non avallare distruzione e sfruttamento, ma si fa portatore di principi universali: equità, sostenibilità e tolleranza.

 

 

La Carta del turismo responsabile

 

Scopo della Carta è evidenziare i punti imprescindibili attraverso i quali è possibile realizzare un viaggio che abbia davvero queste caratteristiche.

 

Attraverso tre fasi temporali - prima, durante e dopo - vengono presi in esame tutti gli aspetti principali del viaggio, fornendo indicazioni concrete sulle modalità da applicare, sensibilizzando sia l'utente che il tour operator.

L'Associazione Italiana turismo responsabile (AITR)

Le undici associazioni che hanno sottoscritto a Verona la Carta d'identità per viaggi sostenibili hanno dato vita a Milano, nel maggio 1998, all' Associazione Italiana Turismo Responsabile per la diffusione e la realizzazione dei principi contenuti nella Carta.

 

AITR è oggi formata da 50 associazioni non profit che si occupano a diverso titolo di turismo e da diversi soci individuali.

Viaggiare che passione: Turismo Responsabile e Cooperazione Internazionale

Che il turismo sia un fenomeno in forte espansione, protagonista di un ruolo economico di primo piano, lo sa chiunque abbia provato a viaggiare. Gli aerei hanno accorciato le distanze fra i continenti, ma non hanno ancora avvicinato i popoli. L'industria del turismo internazionale occupa milioni di lavoratori, coinvolge mezzo miliardo di persone all'anno e potrebbe diventare chiave per lo sviluppo di intere zone del Sud del mondo.

 

Fin dai suoi albori, il turismo (avviato a vari scopi dal mondo occidentale) ha creato lacerazioni, modificato o stravolto situazioni esistenti da secoli o millenni, introdotto concetti di “civiltà” a senso unico, cancellato o relegato in angoli bui, tradizioni e usanze. Le persone che viaggiano in un anno sono all’incirca 5 miliardi, come se una volta all’anno l’intera umanità si spostasse almeno una volta dal suo luogo di residenza.

 

Sono stati tre gli acceleratori fondamentali che hanno trasformato il viaggio in qualcosa di abnorme economicamente e socialmente: la curiosità verso l’altrove e l’altrui, la diffusione su ampia scala della carta stampata, l’evoluzione dei mezzi di trasporto. La miscela di questi tre elementi, ha fatto sì che il turismo divenisse fenomeno di massa, con tutte le conseguenze del caso. Anche nei paesi del Terzo mondo cresce un turismo nazionale, specie dove emerge una classe media con potere d’acquisto e valori orientati al consumo, come nell’Estremo Oriente e in America Latina.

Il turismo è ormai la principale voce negli scambi commerciali mondiali, più importante di quella automobilistica, dell’acciaio, dell’elettronica e dell’agricoltura. Genera 3.500 miliardi di dollari all’anno di fatturato, il 6% del prodotto lordo del pianeta, impiega 127 milioni di persone, 1 ogni 15 occupati in tutto il mondo. Ma anche in questo settore dell’economia mondiale, le differenze tra Nord e Sud del pianeta sono abissali, l’80% degli spostamenti internazionali è appannaggio dei residenti di soli 20 paesi.

 

Il ruolo del turismo nello sviluppo dei paesi del Sud del mondo, basta conoscere alcune percentuali riguardanti la distribuzione del prezzo dei pacchetti turistici tra l’operatore turistico e il paese di destinazione: in Kenya rimane solo il 30% di quanto pagato all’acquisto del viaggio, in Nepal il 47%, in Sri Lanka il 30%, in Tailandia il 59%.

 

Talvolta l’impatto turistico è devastante per le aree che, senza una programmazione razionale, vengono “spalancate” al turismo di massa. Il turismo può innescare un processo di arricchimento, ma, se non adeguatamente governato, alla lunga rischia di rivelarsi un boomerang.

 

Lo sviluppo di un turismo sostenibile rappresenta invece una grande potenzialità per molti Paesi del Sud del Mondo: sia in campo strettamente economico, attraverso la crescita dell’occupazione locale e l’introito di valute forti, che in campo sociale, attraverso la valorizzazione delle risorse ambientali, umane e culturali, che lo sviluppo di altri settori produttivi non consentirebbe.

 

La cooperazione internazionale potrebbe svolgere un ruolo importante nel sostenere le scelte dei governi in questa direzione. La domanda è rappresentata da turisti che provengono dal mondo industrializzato e la struttura dell’offerta dei servizi nel turismo internazionale è anch’essa sotto il controllo di imprese occidentali.

 

Le organizzazioni non governative di sviluppo si impegnano per cambiare i rapporti tra Paesi ricchi e poveri anche richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica sugli aspetti che non funzionano nel nostro modello di sviluppo: ad esempio stimolando a stili di consumo più etico anche nel campo del turismo internazionale, diffondendo codici per il turismo responsabile, informando sui danni provocati dal turismo di massa, facendo chiarezza sulle responsabilità degli operatori turistici, indicando itinerari e strutture ricettive a basso impatto ambientale e sociale. D’altro canto le ONG sono presenti da anni in molti Paesi del Sud del mondo, lavorando quotidianamente al fianco delle comunità e delle organizzazioni locali: i progetti di sviluppo si sono fino ad ora rivolti a settori economici di base, quali l’agricoltura, la piccola imprenditoria locale, l’artigianato. Si stanno cominciando a pensare interventi di formazione nel settore turistico, di individuazione, insieme ai partner e ai governi locali, di itinerari di turismo sostenibile, svolgendo un ruolo di intermediari tra gli operatori turistici e i potenziali ospiti.

 

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