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Associazionismo femminile in Senegaltratto da "Essere donna nella zona di Dakar: una ricerca antropologica sul campo" di Francesca Soli
In tutto il Senegal, dai quartieri più ricchi a quelli più poveri, che si tratti di città o di campagna, si possono trovare delle associazioni, siano esse di stampo religioso, etnico, politico, parentale, residenziale o altro; in ogni villaggio o quartiere esistono infatti i cosiddetti ton, gruppi di persone accomunate in genere dall’età o dallo stato sociale.
Un ruolo particolarmente rilevante nella società senegalese è storicamente ricoperto dalle tontine (o natt), forma di risparmio e credito ampiamente utilizzata dalle donne in tutto il continente africano e basata su rapporti di fiducia reciproca. Esse non costituiscono solo un metodo di microgestione circolare del risparmio ma permettono ai partecipanti di ritrovarsi, discutere di problemi comuni, aiutarsi e svagarsi; sono, insomma, una sorta di circolo ricreativo. L’organizzazione di questi gruppi è semplice: delle donne, abitualmente sposate, si associano allo scopo di far ruotare un capitale, incontrandosi periodicamente per versare una somma di denaro prefissata. A turno ognuna di esse beneficerà dell'intera somma raccolta, disponendo quindi di una quantità di denaro che non avrebbe potuto risparmiare da sola. La scelta della beneficiaria può avvenire tramite estrazione o tenendo conto delle priorità, ad esempio in occasione di avvenimenti che comportano l'utilizzo di un’ingente somma di denaro (come battesimi, funerali o matrimoni). Questi soldi vengono utilizzati nel tentativo di raggiungere un’autonomia finanziaria, che risponde a due differenti esigenze: una di carattere strettamente economico, l'altra di natura socio-culturale. Nella maggior parte dei casi il denaro viene investito in piccole attività commerciali per contribuire alle spese familiari ma spesso si preferisce utilizzare la vincita per l’acquisto di oggetti che migliorino l’immagine pubblica, aspetto importante nella società africana. In particolare le donne si dedicano all’acquisto di gioielli che esaltino la femminilità, armi di seduzione utilizzate con il marito, che potrebbe essere attratto da un'amante o da una seconda moglie, oltre che una forma di investimento per la futura dote della figlia.
Un'evoluzione delle tontine sono le mbootaay, associazioni femminili di mutuo soccorso, che hanno sempre più peso in ambiente urbano, permettendo ai loro membri di resistere all'impatto dell'urbanizzazione attraverso la solidarietà e la collaborazione. Esse sono organizzate sul modello comunitario tipico del villaggio, con a capo una mère, sono aperte a tutte le donne del quartiere (a volte persino agli uomini) e seguono regole simili a quelle delle banche, seppure con tassi di interesse molto limitati.
Esistono inoltre delle casse di microcredito e di risparmio, appoggiate da delle organizzazioni di donne capi di impresa o da Organizzazioni Non Governative (ONG), che stanno incontrando, negli ultimi anni, un grosso successo. Ultimamente, infatti, molte ONG, fondi d’azione e casse di microcrediti, hanno modificato i propri programmi d’azione appoggiandosi soprattutto sulle donne africane per la semplice ragione che «Le donne africane utilizzano questo denaro per la casa, l’educazione, l’alimentazione. Gli uomini non sono nemmeno lontanamente tanto ragionevoli.» (Rafirasme, R. porta-parola del Programma Alimentare Mondiale, PAM).
Non sono inoltre da dimenticare le numerose associazioni religiose (dahiras), che permettono alle donne senegalesi di ritrovarsi con la scusa della preghiera; quelle create a scopo educativo, come gli svariati corsi di alfabetizzazione presenti sul territorio; quelle nate dall’esigenza di render note determinate problematiche e lottare per la loro soluzione, soprattutto in ambito cittadino; e infine le ndeydikke, create semplicemente da gruppi di amiche per scambiarsi doni e informazioni riguardanti argomenti di interesse comune.
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