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Tradizione e figure tradizionalitratto da "Essere donna nella zona di Dakar: una ricerca antropologica sul campo" di Francesca Soli
Durante la mia permanenza in Senegal ho avuto modo di riscontrare come le donne in particolare, anche quelle che risiedono in città o in periferia della stessa, siano ancora molto legate ad aspetti tradizionali della vita quotidiana. Per ovvie ragioni non è possibile paragonare la vita cittadina a quella di ambienti prettamente tradizionali come quelli del villaggio, ma in qualsiasi famiglia senegalese si può riscontrare il forte peso della tradizione.
«Per poter imparare si devono guardare le conchiglie a lungo ed imparare a dialogare con loro. Non è facile, e non tutti riescono. Se non si ha il dono non si possono leggere. Quando eravamo più piccole mia mamma ci faceva lanciare le sue conchiglie, per vedere a chi di noi avrebbe dovuto insegnare, e poi loro le hanno detto che toccava a me.» (D., 26 anni, donna)
Questi aspetti puramente tradizionali e religiosi sono ancora presenti nella cultura senegalese, che sembra avere e mantenere legami molto stretti con tutto ciò che è occulto e sovrannaturale. Gli appartenenti all’etnia lebu, per esempio, malgrado l’adesione totale all’Islam sono rimasti profondamente legati alle credenze tradizionali, fatte di rab (spiriti) e tuur (antenati sacralizzati), ai quali vengono tutt’oggi consacrati altari (xaamb) e portate offerte. I rituali guaritori del ndëp sono talmente parte della vita quotidiana e radicati nella cultura da influenzare la mente dell’individuo e da essere stati riconosciuti in quanto metodo curativo da alcuni ospedali, in cui è possibile richiederli per curare i propri pazienti.
La realtà dei rab e dei tuur è antica ed ancorata nell’inconscio collettivo di molte etnie senegalesi, anche se la concezione del sovrumano può presentare delle varianti all’interno dei diversi gruppi. Molte persone dimostrano i loro profondi legami con l’inconscio collettivo nelle situazioni di difficoltà, quando il sapere razionale diventa inefficace ci si affida a quello del mondo occulto.
Alcuni ruoli tradizionali importanti sono rivestiti da delle donne, che fungono da tramite tra le persone e il mondo dell’occulto ed acquisiscono uno status molto elevato, incutono quasi timore dati i poteri di cui sono investite. È importante però sottolineare che normalmente le donne possono avvicinarsi a queste conoscenze solo una volta raggiunta una certa età, prima della quale non potranno mai avere una visione completa e chiara. Si ritiene infatti che la mente di una donna in età fertile sia come annebbiata, per risvegliarsi una volta raggiunta la menopausa.
«Prima vicino a noi abitava una donna, molto anziana, che faceva gli ndëp e aveva degli altari. Veniva sempre molta gente a trovarla per sapere cosa fare e anche solo incontrarla metteva inquietudine. Io avevo un po’ paura. Non si sa mai, se fai qualcosa di sbagliato nei suoi riguardi potrebbe far arrabbiare gli spiriti con te. Adesso è morta, ma fra un po’ sarà sua figlia a fare le stesse cose, intanto è ancora giovane.» (M. S., 41 anni, donna)
«Abbiamo nella tradizione senegalese moltissimi “amuleti” e piccoli oggetti che ci proteggono. Vengono dai marabù e sta alle persone crederci o meno, rimane comunque preferibile evitare di mettersi contro di loro: fanno parte della tradizione e vanno rispettati. I marabù possono essere “buoni” o “cattivi” e chiunque può andare da uno di essi e domandare che vengano fatte delle cose pro o contro qualcuno. Normalmente ci sono delle specie di formule che vengono scritte su piccoli pezzi di carta…versetti del corano o formule arabe. […] Io non credo molto agli amuleti ma cosa mi costa? Una volta che li ho, se servono a qualcosa mi portano del bene, altrimenti non fanno male a nessuno!» (A., 32 anni, donna)
«Ci sono delle cose che servono, che ti aiutano. È stupido dire di non crederci perché poi tutti le usano lo stesso. Per esempio, prendi le conchiglie [i cauri], se ne hai una anche se la gente parla male di te non ha alcun effetto, è come se ti scivolasse sopra. E quasi tutti ne hanno una. O l’anello al piede, che ti evita di prendere storte. Sono cose utili, anche se non vengono dai marabù. quelle sono più potenti.» (K., 52 anni, donna)
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