Poligamia: un bene o un male?

tratto da "Essere donna nella zona di Dakar: una ricerca antropologica sul campo"

di Francesca Soli

 

Si stima attualmente che la pratica della poligamia sia in forte diminuzione, soprattutto in ambito cittadino, anche se a Dakar, circa il 40% delle donne a 40 anni vive già in una situazione di questo tipo.

 

 Due cospose partecipano al terzo matrimonio del proprio marito, dal film Xala di Sembène (1975)

 

A livello legislativo, in Senegal, l’articolo 113 del codice della famiglia offre tre possibilità differenti di accordo in caso di matrimonio: la poligamia (con un massimo di quattro spose, anche se presso alcune etnie e qualche capo religioso questo numero può essere più elevato); la poligamia limitata (due o tre spose) e la monogamia. In esso si può leggere che:  “l'uomo non può contrarre un nuovo matrimonio se ha un numero di spose superiore a quello autorizzato dalla legge, tenuto conto delle opzioni di monogamia o delle limitazioni alla poligamia da lui sottoscritte”. È stato giudicato inoltre che in  caso di poligamia, l’ineguaglianza manifesta del trattamento tra due spose giustifichi il rifiuto di una di esse di raggiungere la residenza fissata dal marito. Gli unici casi in cui la legge permette di cambiare l'opzione scelta il giorno del matrimonio sono quelli in cui vengono aggiunte delle limitazioni, per esempio dalla poligamia piena a quella limitata o alla monogamia, ma non viceversa. La bigamia, in caso sia stata fatta una scelta monogamica, è un delitto che porta tre conseguenze: l’annullamento del secondo matrimonio, una pena che varia da sei mesi a tre anni di carcere, e una multa compresa tra i 20.000 e i 300.000 CFA. Questa legislazione, a prima vista abbastanza dura, è una delle vittorie ottenute dalle donne senegalesi nelle battaglie fatte per promuovere la propria situazione. Resta comunque un dato di fatto la preferenza degli uomini e delle famiglie per legami di questo tipo, per differenti motivazioni.

 

La maggior parte degli uomini in età di matrimonio sostiene che preferirebbe a priori un matrimonio poligamico, anche se poi probabilmente non prenderebbe una seconda moglie. Questa contraddizione viene spiegata dalla convinzione che, in caso firmassero per la monogamia la moglie si sentirebbe maggiormente libera, mentre se l'opzione è quella di poligamia la sposa dovrà stare attenta a non contrariare il marito perché lui non sia tentato di prenderne un'altra. Per quanto riguarda le famiglie, invece, la questione è più concreta; la dote pagata per un matrimonio monogamico è infatti solitamente più bassa.

 

Riguardo le motivazioni che spingono le donne di città o di campagna a preferire uno o l’altro tipo di legame, ci sono forti differenze di pensiero in base alla famiglia di provenienza e soprattutto alla religione: ovviamente coloro che praticano la religione cristiana si sposano solitamente tra loro e non incorrono in complicazioni di questo tipo. Ho potuto comunque riscontrare che generalmente sono le ragazze più giovani e delle famiglie più benestanti a sostenere di voler contrarre solo matrimoni monogamici, dichiarandosi spesso pronte al divorzio in caso il marito decidesse di prendere una seconda sposa.

 

«Quando mi sposerò non mi piacerebbe che mio marito avesse un’altra donna, mi ricordo quando mio papà ha sposato la sua seconda moglie e non è stato facile per noi abituarci. Sono musulmana, credo in Dio, ma non penso che la poligamia sia una buona cosa. Anche firmare per la monogamia però non è facile, spesso le famiglie non sono d’accordo e fanno di tutto per evitarlo.» (O., 16 anni, donna)

 

«Quando mi sono sposata i genitori hanno firmato per la poligamia, ma Omar, mio marito mi ha promesso che non prenderà mai un’altra donna. Mi sono sposata a 16 anni, gli ho già dato un figlio e gliene darò altri, non ha motivo di risposarsi, e poi l’ha promesso. Se lo facesse divorzierei e tornerei a vivere con mia mamma, anche lei ha divorziato una volta da giovane, quindi mi capirebbe.» (K., 18 anni, donna)

 

Le generazioni precedenti sembrano invece accettare maggiormente una pratica, come quella della poligamia, che ha fatto sempre parte del mondo in cui sono vissute, pur ammettendo alcune difficoltà nell’accettare le successive spose. Si deve infatti distinguere tra la prima sposa e le seguenti: è solitamente più difficile accettare una nuova co-sposa che decidere di diventarlo.

 

«Quando eravamo solo noi due ero felice, ci amavamo tantissimo, mi portava sempre dei regali e ci divertivamo. Poi, dopo quattro figli e molti anni di matrimonio, ha sposato un'altra donna e le cose sono cambiate. Adesso non usciamo più, non mi fa più regali, sono sempre a casa. […] Mi piacerebbe tornare ad avere la mia casa, avere una macchina, abitare sola con mio marito, potermi prendere delle vacanze, ma ormai le cose sono così e non si possono cambiare. Per fortuna c’è Dio ad aiutarmi Alla fine è lui che decide, se ha voluto così io non posso farci niente, ho solo potuto imparare ad accettare.» (M., 43 anni, donna)

 

«Io non vado molto d'accordo con le persone che abitano in casa nostra, o meglio, non credo di esser stata ancora completamente accettata. Sono sposata con mio marito da quattro anni, ma lui era già sposato con un'altra donna, e la famiglia era abituata a lei. Non sono stati molto contenti quando hanno visto che aveva deciso di sposarsi un'altra volta, anche perché in Senegal quando un uomo prende una seconda moglie generalmente non lo dice alla prima fino a quando il matrimonio è avvenuto. Questo perché la prima farebbe di tutto per evitare il nuovo matrimonio. […] Quando ci si sposa teoricamente si può scegliere la monogamia ma è raro, dato che la religione dice che gli uomini sono liberi di avere più di una moglie e le famiglie si appellano a ciò, dicendo che le donne che vogliono la monogamia non sono delle buone musulmane. […] Certo, [io e la prima moglie di mio marito] siamo diverse e lei è più grande ma alla fine amiamo lo stesso uomo e dobbiamo fare in modo di renderlo felice. […] Mi rendo conto che per un’europea deve essere difficile da capire, avete una mentalità diversa; certo non ritengo che sia giusto ma è anche questione di abitudine, un po' come la poligamia. Inizialmente facevo fatica a dover dividere il mio uomo con un'altra donna ma poi ci si abitua e si inizia a vedere il positivo della situazione, come il fatto di aver due giorni di "libertà".» (A., 32 anni, donna)

 

«Quando tuo marito arriva e ti dice che ha sposato una nuova donna lo devi accettare, è diverso dall'accettare che tuo marito esca con un'altra donna. Quello è molto più difficile, se ti dice che esce con un'altra donna farai di tutto per impedirglielo. Se invece sei una buona musulmana e ti dice che ha sposato un'altra donna, la accogli nella tua casa. Questo non significa che tu sia felice, e devi fare ogni cosa per mascherare a tuo marito la tua non contentezza.» (C., 52 anni, donna)

 

Come si può notare, in queste testimonianze appare un aspetto che mi ha molto incuriosito: il fatto che un uomo non avvisi la propria moglie delle sue intenzioni di sposarne una seconda o una terza, ma la ponga di fronte al fatto compiuto. Un bel giorno torna a casa e dice: «Mi sono sposato, da domani una persona in più abiterà con noi».

 

«Questo perché la prima farebbe di tutto per evitare il nuovo matrimonio. Si dice che un giorno un uomo sia arrivato a casa della propria moglie e le abbia detto che aveva intenzione di sposarsi con una nuova donna. La donna ha fatto bollire dell'olio e l'ha gettato sulla faccia del marito per impedire il matrimonio. Questa storiella insegna che le donne, se vogliono, possono essere determinate, e che è meglio non dire troppe cose alla propria moglie per evitare nuovi guai.» (A., 32 anni, donna)

 

Normalmente, comunque, l’arrivo di una nuova moglie porta scompiglio in una famiglia, e l’intera vita va riorganizzata. Il marito dedica due giorni ad ogni sposa, i cui “turni” iniziano da dopo la prima colazione di un giorno per terminare con la prima colazione di due giorni dopo. Nei giorni in cui il marito sta con una delle mogli e dorme con lei, sarà quest’ultima ad occuparsi della casa e dei pasti per tutta la famiglia. Ritengo interessante notare che il termine wolof wujj, utilizzato per indicare le spose in un matrimonio poligamico, viene letteralmente tradotto con “rivale”.

 

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