Digital Divide

di Roberta Davico

 

La società in cui viviamo, la “società dell’informazione” e  del villaggio globale, si evolve giorno dopo giorno molto rapidamente, l’espansione di Internet ha cambiato il nostro modo di vivere, lavorare e soprattutto  comunicare.

 

La globalizzazione però non è un processo che riguarda solo l’informazione, essa ha significative ricadute sulla vita quotidiana, la concezione di spazio/tempo cambia, i confini fra gli stati perdono di significato, le relazioni tra gli uomini mutano, gli effetti si osservano tanto sui singoli individui quanto sulle grandi aziende.

 

Internet offre la possibilità di conoscere ciò che prima si poteva solo immaginare, basta possedere le conoscenze informatiche di base e ci si trova di fronte ad un universo vasto e sconfinato dove le informazioni da ogni parte del mondo sono molteplici.

Gli aspetti positivi di Internet sono dunque innumerevoli, certamente non esistono soltanto questi. Spesso si è portati a credere che lo sviluppo delle nuove tecnologie, possa produrre benessere e democrazia in virtù della sua semplice esistenza.

 

Internet però non può essere la bacchetta magica capace di risolvere tutti i problemi, che hanno altrove la loro origine e quindi altrove la loro possibilità di soluzione. È però innegabile che un’equa spartizione planetaria degli accessi alla Rete garantirebbe una più equa  distribuzione delle risorse informative disponibili on-line, con i conseguenti benefici in termini di efficienza e sviluppo.

 

Saranno gli uomini, o spesso le  nazioni a decidere come e dove usare Internet, che può essere una fonte inesauribile di informazioni, ed allo stesso tempo un arma a disposizione dei Paesi sviluppati.

 

 

Digital divide in Africa

Digital Divide in Senegal

 

 

 

 

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