Definizione di digital dividedi Roberta Davico
Digital divide, è il termine tecnico utilizzato come riferimento riguardo le disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie della cosiddetta “società dell’informazione”. Divario, disparità, disuguaglianza digitale significano in sostanza la difficoltà da parte di alcune categorie sociali o di interi paesi di usufruire di tecnologie che utilizzano una codifica dei dati di tipo digitale rispetto ad un altro tipo di codifica precedente, quella analogica.
Per utilizzare Internet è necessario leggere e scrivere, pertanto gli analfabeti saranno maggiormente esclusi in un mondo che si serve sempre di più del computer; i poveri avranno un ulteriore elemento di povertà nel non disporre di un computer e non saper usarlo; i disabili avranno un'ulteriore barriera fisica in un mondo che comunica tramite una macchina complessa fatta di tastiera, mouse e schermo che per essere utilizzati hanno bisogno di perfetta integrità nella vista, nel tatto e nei movimenti. Chi è escluso per motivi razziali, sessuali, religiosi, etnici, continuerà ad essere escluso anche nell'accesso alla Rete.
Si rendono necessarie politiche di inclusione digitale, politiche che sono già state attuate nel corso degli anni '90 nei paesi ricchi, allo scopo di colmare il loro divario digitale interno.
In occasione del vertice dei paesi del G8 tenutosi ad Okinawa, è stata redatta una Carta sulla Società dell’ Informazione Globale, con la quale i leader del G8 riconoscono che le tecnologie dell’ informazione (ICT) costituiscono il fattore caratterizzante dell’ XXI secolo. L’ impegno assunto dai capi di stato e di governo è volto ad assicurare che le ICT servano allo scopo di creare sviluppo sostenibile e migliorare il welfare pubblico, migliorare la coesione sociale, rafforzare la democrazia, promuovere i diritti umani valorizzando le diverse culture. I leaders si trovano quindi impegnati nel principio di inclusione, ovvero chiunque e in tutto il mondo, deve godere di uguali benefici derivanti dalla società dell’informazione globale.
I punti focali per descrivere il digital divide sono: · carenza delle infrastrutture per le telecomunicazioni · costi elevati di utilizzo delle linee telefoniche · scarsa presenza di computer e attività di alfabetizzazione relative al loro utilizzo · diffusione geografica delle connessioni, concentrata nelle grandi città o esclusivamente nelle capitali, mentre è totalmente assente nelle zone rurali, nelle quali vive invece la maggior parte della popolazione
Questa frattura dunque non riguarda soltanto gli stati quanto più i singoli cittadini. È necessaria la collaborazione di tutte le parti interessate ossia di: Governi nazionali, Industria privata, Organizzazioni non governative, Istituzioni finanziarie ed Organizzazioni Internazionali.
Il digital divide è un fenomeno che non ha solo luogo tra paesi industrializzati e non, ma anche all’ interno di ogni singolo paese, non è soltanto dovuto a differenze di reddito pro capite ma è una forma più complessa di inclusione ed esclusione basata sulla conoscenza, che dipende da numerosi fattori quali ad esempio l’età, l’ educazione, la mancanza di infrastrutture…
Quindi la totale inadeguatezza o l’inesistenza di mezzi di telecomunicazione sufficienti attiva un circolo vizioso per cui la zona carente di infrastrutture è meno attraente a livello di investimenti di affari. Ciò fa sì che la mancanza di capitale investito conduca a poche occasioni economiche per la gente colpita.
Carta di Okinawa sulla Società dell’Informazione Globale |
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