Comunicazioni in Africa

di Roberta Davico

 

Situazione attuale

Fino a cinque anni fa solo una manciata di paesi possedeva un accesso internet locale, accesso ora disponibile in ogni capitale, anche se questo è un dato incoraggiante la differenza di sviluppo tra paesi industrializzati e l’Africa è veramente molto alta, degli 816 milioni di africani, nel 2001 è stato valutato che solamente:

 

1 persona su 4 possiede una radio;

1 persona su 13 possiede una televisione;

1 persona su 35  possiede un telefono mobile;

1 persona su 40 ha una linea fissa;

1 persona su 130 ha un personal computer;

1 persona su 160 usa Internet.

 

Internet in Africa: Status

A causa dell’elevata divisione interna e del largo uso di Internet dai luoghi pubblici che viene fatto in Africa è molto difficile misurare il numero totale degli utenti. Nel 2002 il numero di abbonati ad Internet era vicino all’1,7 milioni, il 20% in più dell’ anno precedente.

 

In Africa ogni computer o collegamento Internet sostiene una serie che va  dai  tre ai cinque utenti, ciò significa  che secondo le stime correnti  il numero totale di utenti Internet africani  è pari a 5-8 milioni.

 

Attuando una comparazione con quelli che sono i dati mondiali vedremo che in media in America ed in Europa 1 utente su 2  utilizza Internet  mentre prendendo in considerazione solo il nord e il sud africa avremo statisticamente 1 utilizzatore per 250/400 persone.[1]

 

Per quanto riguarda la stima mondiale avremo:

1 su 30 per l’America Latina e i Caraibi

1 su 250 per l’Asia meridionale

1 su 43 per l’Asia dell’est

1 su 166 per gli Stati Arabi

 

Aree geografiche   quali il nord-Africa e Africa meridionale hanno sviluppato delle economie forti ed infrastrutture migliori che danno luogo a popolazioni Internet più grandi, nonostante ciò Senegal e Capo Verde hanno livelli di connectivity molto alti.

 

Sono stati compiuti pochi studi riguardanti la percentuale d'utenti Internet relativi alle zone rurali rispetto alle zone urbane, un dato certo però esiste cioè il numero degli utenti in città supera di gran lunga quello degli utenti delle zone rurali.

 

Al fine di agevolare l’accesso ad Internet delle zone rurali è stata istituita in molti paesi una tariffa comunitaria riguardante le chiamate dalle zone remote, il costo della chiamata risulta pari a quello delle zone urbane. Fino ad ora solamente 19 paesi africani hanno adottato questa strategia e questi sono:

 

Benin, Burkina Faso il Capo Verde, Etiopia, Gabon, Malawi, Mali, Mauritius, Mauritania, Marocco, Namibia, Niger, Senegal, Africa Meridionale, Ciad, Togo, Tunisia, Uganda e lo Zimbabwe.

 

Seychelles quest’ ultimo compie un passo ulteriore ovvero ribassa le chiamate Internet al 50% rispetto le chiamate locali.

 

Il numero complessivo dei computer collegati in modo permanente a Internet in Africa (escludendo il Sudafrica) ha finalmente superato le 10.000 unità all'inizio del 1999 e nel gennaio 2000 è giunto a quasi 12.000, una crescita del 20% indicata dalle ricerche di Network Wizards. L'Africa insomma ha un numero di host Internet paragonabile a quello di uno stato come la Lettonia.

 

Al momento il costo medio di una connessione dialup a Internet per 5 ore al mese in Africa è intorno ai 50 dollari al mese, ma le tariffe dei provider hanno forti variazioni (tra i 10 e i 100 dollari al mese) a seconda della maturità dei mercati, delle tariffe degli operatori telefonici locali, delle singole politiche nazionali e dell'accesso a connessioni internazionali.

 

I costi dei servizi Internet rimangono molto alti e la velocità del Web molto bassa, ciò comporta un allontanamento dell’ utenza africana da quelli che sono i servizi locali per un utilizzo dei servizi gratuiti quali yahoo, hot mail, la  maggior parte dei quali provenienti dagli Stati Uniti.

 

È possibile osservare come i paesi francofoni abbiano sul Web un profilo più alto e una connettività istituzionale superiore rispetto a quelli non francofoni. Ciò è dovuto soprattutto alla forte assistenza fornita da diverse agenzie di supporto francofone e dai governi canadese e francese. In tempi molto recenti sono nati due motori di ricerca specializzati in siti africani: Orientation Africa e Woyaa Come per molti altri servizi web africani, si tratta di siti gestiti all'estero: Orientation Africa dalla BlackBox, con sede a Hong Kong, e Woyaa da una società inglese[2].

 

Con l’eccezione di alcuni ISPs in Africa meridionale, la maggior parte dei circuiti di Internet connettono agli Stati Uniti e al Canada, altri al Belgio, Germania, Paesi bassi, Regno Unito, Italia, Francia.

 

Dei 1.5 Gbps di bandwidth di partenza 1 Gbps proviene dagli Stati Uniti, 375 Mbps in Europa, 2 Mbps in Asia e solamente 13 Mbps sono intra-africani.

 

Allo stesso modo a causa dello scarso numero di persone che può permettersi un linea telefonica personale sono in continuo aumento i servizi di accesso pubblico presenti in special modo nelle aree urbane, quindi è in crescita il numero di chioschi e cybercafes che si aggiungono ai servizi già utilizzati nelle  scuole, nelle stazioni di polizia e nelle cliniche pubbliche, ciò fa  si  che il costo e la manutenzione dell’ attrezzatura  sia minore perché suddiviso. 

 

La maggior parte delle grandi città africane hanno delle grandi società che provvedono alle domande internet addestrando il personale specializzato;

 

Iniziative:

·             In Camerun UNITAR e ORSTOM hanno collaborato in progetto unito che integra Africa francofona e sahariana. Il primo centro d'addestramento ed i corsi sono stati appunto stabiliti in Camerun.

·             Insegnamento a scuole ed istituti di lingua francese attraverso programmi comuni.

·             Borse di studio per studenti africani.

·             Università virtuale AVU che sta provvedendo all’addestramento di personale specializzato nel linguaggio di programmazione, progetto che coinvolge 29 università di 18 paesi africani. (tra cui l’Université Cheikh Anta Diop  di Dakar e l’Université Gaston Berger di Saint Louis in Senegal)  

 

Telecomunicazioni in Africa: Status

Sta avendo luogo in Africa un aumento nella percentuale delle reti riparate che ha preso piede insieme all’ esplosione delle reti mobili.

 

Il numero di linee è cresciuto del 9% all’anno partendo dal 1995 fino al 2001, il 50% delle linee disponibili è concentrato nelle città capitale dove vive soltanto il 10% della popolazione, in più di 15 paesi in Africa, inclusa costa D’ avorio, Ghana e Uganda ancora il 70% delle linee è localizzato nelle città più grandi.

 

La situazione tuttavia non è negativa quanto può apparire in quanto la penetrazione delle reti mobili ha fatto si che gli abbonati di questi ultimi superassero di gran lunga quelli di rete fissa.

A causa del basso costo della rete mobile anche le aree rurali hanno avuto possibilità di copertura.

 

In generale il numero delle linee coperte aumenta tra il 1995 al 2001 da 12.5 milioni  a 21 milioni, molto alta è la differenza  che sussiste tra paesi del centro Africa e paesi del nord /sud Africa, infatti paesi  del Sahel e dell’ Africa Centrale sono nelle condizioni peggiori, Mali, Congo, Niger e Ciad hanno una linea telefonica ogni 200-500 persone. Il nord Africa e sud Africa al contrario possiedono una teledencity di 1 a 13, ad eccezione del nord Africa e del sud Africa soltanto alcuni paesi più piccoli sono riusciti ad aumentare la densità delle loro telecomunicazioni in percentuale superiore all’ 1-50, questi sono:

Botswana, Capo Verde, Gabon, Mauritius, Mayotte, Namibia, Senegal e Swaziland.

 

L’uso del cavo ottico per il traffico internazionale è ancora agli albori, la maggior parte dei collegamenti internazionali avviene via satellite, attualmente l’Africa possiede 5 cavi sottomarini che provvedono alla sua connessione.

 

Dal 19 Giugno 2000 una nave ha cominciato a risalire la costa del Sudafrica, passando accanto alla Nigeria, al Ghana, alla Costa d’Avorio per arrivare fin verso la Spagna. Obiettivo: depositare un cavo in fibra ottica lungo 9000 chilometri che consentirà di trasferire informazioni da ciascuno di quei paesi verso i grandi centri di smistamento europei ed internazionali.

 

Il dato singolare è che sono in special modo le associazioni non governative a tracciare la strada percorribile nelle azioni tese a ridurre il divario tecnologico.

Un'attività lenta e costante, svolta per fasi, come nel caso di Geekcorps, un organizzazione no-profit che si propone di estendere i benefici della rivoluzione digitale a livello internazionale. Mettendo in contatto tecnici volontari con piccole aziende dei paesi emergenti. Una prima fase prevede l’incontro con le aziende finalizzato a conoscere le loro necessità; la seconda mira è quella di individuare le professionalità richieste per realizzare il progetto. In seguito tecnici, programmatori, webmaster, designer partono per quattro mesi per offrire servizi e assistenza sul campo al fine di creare le giuste competenze nelle zone di influenza delle singole aziende.

 

Il pregio di Geekcorps è che si tratta di una realtà totalmente finanziata da contributi volontari provenienti da corporazioni e fondazioni, da privati che hanno avviato iniziative di successo nella New economy e vogliono fare di più.

 

Il simbolo di Internet in Africa è rappresentato dalla sfida di Africa One, il suo obiettivo è quello di creare il primo mercato panafricano mai esistito, Africa One Limited è un’azienda privata che costruirà, possederà, gestirà un sistema di cavi sottomarini in fibra ottica per telecomunicazioni che per la prima volta collegherà le nazioni africane al resto del mondo. In stati come il Ghana, la Costa d'Avorio, il Kenya, la Namibia, lo Swaziland, la Tanzania, l'Uganda e lo Zimbabwe, quest'Internet Service Provider kenyota spera di trascendere le barriere della corruzione governativa, della guerra e della fame.

La domanda fondamentale è: cosa può fare l’accesso ad Internet per popolazioni a cui mancano cibo e acqua potabile?

Una risposta potrebbe essere quella di gettare le fondamenta per il miglioramento delle infrastrutture di base, dei sistemi ospedalieri e d'altre necessità di un’economia di sviluppo.

 

 

Digital Divide

Definizione di digital divide

Digital divide in Africa

Digital Divide in Senegal


 


[1] Dati ricavati  dal sito http://www3.sn.apc.org/

[2] cfr. "Job opportunities in the information Society: exploiting  the potential of the information revolution"1998

 

 

 

 

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