Il ricongiungimento famigliare

testo e foto di Cristina Seynabou Sebastiani

esperta di migrazioni

per contattare l'autrice: seynab@libero.it

 

come far entrare in Italia il marito senegalese di una cittadina italiana o comunitaria, o i figli del marito senegalese, o il padre senegalese del proprio bambino

(ovvero come far entrare in Italia la moglie senegalese ecc.) e come fare entrare in Italia la famiglia di un cittadino o una cittadina senegalese residenti in Italia con regolare permesso di soggiorno

 

POSSONO chiedere il ricongiungimento famigliare i cittadini italiani o i cittadini stranieri con permesso di soggiorno per lavoro autonomo o subordinato o con carta di soggiorno.

Il ricongiungimento si può chiedere per IL CONIUGE, I FIGLI (anche i figli del coniuge avuti da precedente matrimonio, su consenso scritto dell’altro genitore), I GENITORI (ma solo se non sono in grado di mantenersi e non ci sono altri figli al paese d’origine in grado di mantenerli) e I FRATELLI (ma solo se invalidi e senza altre persone in grado di mantenerli al paese d’origine).

 

Il ricongiungimento solitamente si chiede per parenti che si trovano ancora al paese d’origine, ma può essere chiesto anche per chi è già entrato in Italia SOLO se l’ingresso è stato regolare (cioè con regolare visto) e se non è passato più di un anno dalla scadenza del visto.

 

NON POSSONO chiedere il ricongiungimento famigliare i cittadini stranieri senza permesso di soggiorno o chi non abbia un reddito sufficiente o un alloggio adeguato, o chi ha un permesso di soggiorno per motivi diversi da quello di lavoro.

Non si può chiedere il ricongiungimento per un cittadino straniero che, in Italia, sia stato colpito da provvedimento di espulsione.

 

Alla Questura competente per il Comune di residenza va presentata la richiesta per nulla osta al ricongiungimento famigliare.

 

Sono richiesti i seguenti documenti:

§     certificato di idoneità alloggiativi, da richiedere alla sede del proprio Comune di residenza dietro presentazione del contratto d’affitto o certificato di proprietà (la legge stabilisce che in linea di massima un monolocale sia adeguato ad ospitare un massimo di 2 persone compreso il proprietario, un bilocale tre ecc.)  ci vuole circa un mese per averlo.

§     certificato di residenza

§     certificazione del reddito - CUD o 730 - che non deve essere inferiore secondo il Dlgs 286/98 art. 29, comma 2 lett. b: alla “disponibilità …di un reddito annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale (4966,00 € annui) cioè se si chiede il ricongiungimento di un solo familiare, al doppio dell’assegno sociale se si chiede il ricongiungimento di due o tre familiari, al triplo dell’importo annuo dell’assegno sociale se si chiede il ricongiungimento di quattro o più familiari…”

§     codice fiscale

§     stato di famiglia o altra certificazione di parentela anche proveniente dal paese d’origine del famigliare di cui si chiede il ricongiungimento, purché legalmente tradotta

§     fotocopia del passaporto del famigliare di cui si chiede il ricongiungimento

 

SE IL RICHIEDENTE E’ CITTADINO ITALIANO POTREBBERO NON ESSERE RICHIESTI TUTTI QUESTI DOCUMENTI, MA SEMPLICI AUTOCERTIFICAZIONI DA FARE DIRETTAMENTE ALLO SPORTELLO DELLA QUESTURA.

 

DATO L’ALTISSIMO NUMERO DI MODIFICHE INTRODOTTE A DISCREZIONE DI CIASCUNA QUESTURA E ANCHE DI CIASCUNO SPORTELLISTA E’ MEGLIO IN OGNI CASO RECARSI SEMPRE PRIMA ALLO SPORTELLO DELLA QUESTURA DI RIFERIMENTO (OPPURE AGLI SPORTELLI PER STRANIERI DEL COMUNE DI RESIDENZA OPPURE ALLE ASSOCIAZIONI CHE SE NE OCCUPANO), VERIFICARE QUALI SONO I DOCUMENTI DA PORTARE E PROCURARSELI PRIMA DI PRESENTARE LA DOMANDA.

 

I DOCUMENTI PROVENIENTI DAL PAESE D’ORIGINE (COME LO STATO DI FAMIGLIA) VANNO TRADOTTI E LEGALIZZATI PRIMA DI ESSERE INVIATI IN ITALIA.

L’AMBASCIATA ITALIANA APPALTA IL SERVIZIO DI TRADUZIONE AD ALCUNI TRADUTTORI CONVENZIONATI DI CUI FORNISCE L’ELENCO E NON E’ POSSIBILE SERVIRSI DI ALTRI TRADUTTORI.

LA QUESTURA ITALIANA NON ACCETTA DOCUMENTI INVIATI IN ITALIA NELLA LINGUA ORIGINALE E FATTI TRADURRE DAL CONSOLATO SENEGALESE.

 

La Questura competente, una volta esaminata la documentazione, rilascia al coniuge o al parente che chiede il ricongiungimento, un nulla osta. Questo documento va inviato in originale al coniuge straniero, che è ancora nel suo paese. Per accelerare i tempi si consiglia di inviarne una copia via fax anche all’Ambasciata italiana (o nel caso del Senegal, ad Africatel). Con il nulla osta in originale il coniuge senegalese si reca, previo appuntamento, agli uffici di Africatel e fa richiesta di visto per motivi famigliari.

 

Per avere il nulla osta dalla Questura, a seconda delle città e se la documentazione è completa, i tempi sono estremamente variabili (a Milano ci vuole più o meno una settimana, e si va sempre alla Questura di V.le Jenner).

Per avere il visto dall’Ambasciata italiana a Dakar ci vuole più o meno un mese.

 

Contro il diniego della richiesta di ricongiungimento famigliare (sia per il nulla osta che per il visto) è possibile fare ricorso al Tribunale Ordinario del proprio Comune di residenza. Non c’è una scadenza per presentare ricorso, ma è meglio se viene fatto entro 60 gg dalla notifica del diniego.

 

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