Senegal, assaman, suuf ak xol
di Samantha Ancis
Nel settembre del 2001 ci siamo recati per la prima volta in Senegal per
approfondire lo studio delle danze, dei canti e delle percussioni tradizionali
del Senegal, già iniziato 3 o 4 anni prima con il gruppo
Sunu Africa.
|
 |
|
Ci è stata data la possibilità di assistere alle prove del balletto di Dakar
e di studiare jembe e altri strumenti a percussione, con il maestro del
nostro maestro, nonché attuale percussionista, danzatore e attore del Ballet
National du Sénégal, Mahamadou Fall.
Il primo anno ci siamo dedicati solo alle percussioni, studiando anche
alcuni ritmi di sabar.
Studiavamo all'aperto assaliti da odori, zanzare e caldo. Non ci siamo mai
lamentati e abbiamo ricevuto i complimenti di tutti, in quanto ci hanno
detto che si vedeva a occhio nudo la nostra passione per la musica e
l'Africa. Ci hanno detto anche che nessun Toubab resiste in quelle
condizioni, mentre noi abbiamo suonato come se fossimo in camera nostra.
|
E' stata ovviamente un'esperienza molto forte ed eccitante che si è conclusa
quando abbiamo assistito al concerto di Youssou N'Dour al Teatro Nazionale
Daniel Sorano.
Lo spettacolo non era solo la sua band, ma tutto il pubblico in tumulto, un
lenzuolo umano ricamato coi mille colori dei vestiti per la festa di uomini e
donne africani che saltavano, ballavano, sventolavano biglietti, cartoline e
fazzoletti. Non era possibile stare seduti a guardare, talmente era coinvolgente
e sconvolgente.
L'anno successivo siamo stati premiati per la nostra costanza: hanno deciso che
potevamo provare all'interno del Teatro di Dakar. Alcuni giorni stavamo sul
palco, altri giorni stavamo nelle sale del piano superiore. Alla fine delle loro
prove, i percussionisti e i danzatori del Ballet National, venivano a suonare e
ballare con noi e per noi e poi tornavamo tutti allegramente in furgoncino.
Ci hanno insegnato diversi canti a noi totalmente sconosciuti ( anche perché
alcuni erano dedicati ad Allah), ma siamo rimasti piacevolmente sorpresi del
fatto che alcuni di loro cantavano "la macchina del capo ha un buco nella
gomma", "ho smarrito una pecorella", "ci son tre coccodrilli ed un orangotango".....eh
già, qualche nostro amico Toubab italiano era già passato da lì.
|
Il nostro maestro principale era sempre Mahamadou, un energico uomo di 59
anni, incredibilmente giovanile, muscoloso....dolce e simpatico. Lui fa
parte dell'etnia Bambara e ha vissuto la sua infanzia sui monti della
Mauritania Senegalese.
Il secondo padre di Sena, Bouli Sonko, è colui che ha permesso tutto questo,
insieme al direttore del teatro, e il suo ruolo è quello di coreografo del
Ballet National.
Quest'anno abbiamo studiato anche le danze con la sorella di Sena, Awa e col
fratello di Sena, Laamin Sonko.
Abbiamo ovviamente conosciuto le musiche più ascoltate attualmente in
Senegal, ci siamo recati al locale di Youssou N'Dour ed abbiamo preso
lezioni "private" di danza dai bambini della nostra famiglia Senegalese,
Bouli e Dominique, a Cambérène.
A parte un piccolo trauma per quanto riguarda il mare (vengo dalla Sardegna,
forse è normale), il viaggio è stato sensazionale. |
|
|
Abitavamo a casa di Sena, che sta sul mare in un quartiere alla periferia di
Dakar, Cambérène.
La prima mattina ci siamo svegliati prestissimo e in spiaggia c'era una luce
bianca molto forte. Dopo una prima occhiata panoramica al cielo ed al mare,
abbiamo iniziato a renderci conto che la giornata dei Senegalesi era già
cominciata: le bambine al mare prendevano l'acqua con grandi bacinelle che
portavano via sulla testa. Le mamme e altre ragazzine portavano i pargoletti
verso la riva per lavarli e li portavano all'interno di una coperta legata alla
vita.
Le caprette e i montoni qua e la (tantissimi) saltellavano, si inseguivano,
sguazzavano nell'acqua o mangiavano quello che trovavano.
Il primo giorno siamo andati un po' in giro col pulmino di Amadou che non
parlava né inglese, né francese....e noi non capivamo certo il wolof. Quindi
Sena ci ha fatto accompagnare da quello che noi chiamiamo la nostra guida
spirituale (e pratica): Ismail.
Nei giorni successivi abbiamo avuto modo di conoscere la famiglia di Sena, assai
numerosa.
2 giorni dopo abbiamo iniziato le lezioni alla scuola, all'aperto, del balletto
di Dakar. Dopo le nostre lezioni c'erano le prove del balletto che duravano
circa 3 ore. Fantastici i musicisti e splendide le ballerine.
Ovviamente non posso trascurare il lato culinario, abbiamo assaggiato e mangiato
di tutto, yassa, mafe, céebu jén, ndor (pesce), polpette piccanti di pesce ecc.
Ma............ come scordarsi del mango? Quando sono qui in Italia soffro molto
d'astinenza da mango.
L'unica perplessità: ma i senegalesi non mangiavano tutti insieme con il piatto
al centro? Perché noi abbiamo i piatti separati e siamo a tavola come in Italia?
Ebbene... così è stato anche per noi nel settembre del 2002. Eravamo in otto.
Due gruppi da 4 per terra con il piatto al centro! Scalzi anche in spiaggia... e
abbiamo anche bevuto l'acqua del rubinetto... e non ci ha fatto niente. Che
dire... tornerò settembre prossimo, con un viaggio che prevede anche un giro in
Mali.