Immagini senegalesi

di Vittoria Squillacioti

 

... Ricordo ancora il giorno della mia prima partenza per Dakar... pioveva tremendamente. Ero agitatissima perché avevo organizzato tutto in pochissimi giorni,avevo fatto i vaccini necessari appena in tempo e continuavo a pensare "avrò preso tutto??". Poi soprattutto, finalmente stavo per mettere piede nella mia amata e tanto sognata ed aspettata AFRICA… Non so bene come sia iniziata questa mia passione so solo che sin da piccola ho sempre avuto una grande attrazione per tutto ciò che non fa parte della mia cultura,del mio paese,delle mie usanze... e per l'Africa in particolare.

Dopo otto ore di volo e un'estenuante e lunghissimo scalo a Lisbona arrivai all'aeroporto Léopold Sedar Senghor,scesi dall'aereo e una ventata di aria calda e accogliente mi invase il volto…

 

 

La stessa aria che ora ,ogni volta che torno in Senegal aspetto impaziente. Dopo il primo viaggio poi ne sono arrivati altri due e tra poco se Dio vorrà c'è ne sarà un quarto, ma le sensazioni, le emozioni, lo stupore e la pace che ho provato le posso riassumere elencando le "immagini" che terrò per sempre nel mio cuore: come quella dei bambini neonati legati con stoffe colorate alle schiene delle loro madri, gli uccelli dalle 1000 sfumature che svolazzavano da un albero di mango all'altro sostando nel mentre su di una palma, il colore ocra delle strade non asfaltate di Medina, il tronco avorio dei baobab, la bellezza orgogliosa e statuaria delle donne, il sole splendente sui volti,

 

 

i mille colori dei vestiti, dei fiori

 


 

 

    e dei car rapide

 

 

                                   

l'imprudenza degli automobilisti, la musica ad alto volume che fuoriusciva dalle case o dalle auto facendo improvvisare un ballo a chiunque passasse da lì in quel momento, il viso dolce e solare delle zie, delle sorelle, della nonna, il profumo del riso, il sapore dolce del lach, quello aspro del bissap,

 

 

 

l'oceano gelato, gli scogli neri,

 

le case rosse e rosa dell'isola di Gorée, il dolore davanti alla "porta senza ritorno", il letto con la zanzariera, il profumo intenso del ciurai,le salamandre gialle e verdi grosse come coccodrilli ,le farfalle multicolore,

 

 

 

il richiamo del muezzin alla moschea,

 

le strade invase dalla preghiera del venerdì, le pareti rosa del ristorante "le plateau", il profumo del veegebom, la pace nel mio cuore, i fiori al mercato le Kermel, la confusione a Sandaga, l'esagerata dimora del presidente, il vento fresco della sera, le strade con i lampioni rotti, le discoteche strapiene, i dolci alle boulangerie, il succo al mango, Youssou N'Dour a le Thiossane, i bambini scalzi,

le infradito in gomma, lo zouk, il piccolo Moussa, Khadigia ,le conchiglie, la sabbia d'oro...

 

e tutta la mia passione per questo disarmante paese e questo stupendo popolo...

 

 

 

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