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Certo che non facile scrivere al lume di candela, sembro “Lo Scrivano Fiorentino, di De Amicis!!”
Il viaggio aereo inutile raccontarlo perché è più o meno per tutti uguale Invece il viaggio da Dakar fino al villaggio è molto duro, ci si impiega dalle 14 alle15 ore. La strada è decente fino a S.Louis e poi cominciano i buchi a volte abbiamo pensato ora si decolla!!! La media è di 40 -50 km orari, si perché le strade sono colorate di mercati di carrette di animali e di tutto un po’.
Mi trovo a 700 km da Dakar, nel nord-est del Senegal, in un villaggio a dir poco indescrivibile, bello e povero, con tanto calore, in tutti i sensi, calore del sole e della gente. Difficilissimo descrivere l’accoglienza…. Sulla pista dove transitiamo con la macchina (che io chiamo catorcio!) ci sono venuti ad accogliere con i loro cavallini arabi, i giovani cavalieri hanno vestiti multicolore e svolazzanti nel vento. Ci hanno “scortato” per ca. 1 km, quanto manca per arrivare al villaggio.
Davanti alla scuola ci sono tutti, un’emozione grande fino alle lacrime, ci sono vecchi, donne, bambini, notabili, capo villaggio e…capre! C’è pure una bandiera Svizzera molto artigianale e quasi somigliante. All’interno del cortile della scuola, gli occhi cercano volti conosciuti e non, rivediamo gli amici, gli abitanti tutti e le donne in gruppo, belle come regine, ma belle davvero!!! È un momento di gioia, di gratitudine di rimpianti di tanti abbracci e di lacrime di gioia e di amore.
Poi i discorsi dei notabili del capo villaggio e degli amici dei villaggi circostanti. Infine la cena…..da scoppiare!!! Stiamo qui dove non c’è nulla e dire nulla è poco. Qui ci si lava, si cucina, si prepara attaya sempre e solo con l’acqua del fiume, acqua della quale è meglio non sentire l’odore… Non ci sono servizi igienici, niente telefono, niente corrente elettrica, torniamo indietro nel tempo…
Dobbiamo dire che la gente del nostro villaggio è un po’ diversa da quella dei villaggi vicini che abbiamo visitato, qui è molto più disponibile e meno allergica ai toubab. Non tutto è rosa però, per noi che restiamo qui un mese, la vita è vivibile, per loro è dura, tante cose mancano, i soldi per il medico, la pastiglia per quel terribile male al dente, le camminate di 5 o 6 km per cercare la legna e tante altre difficoltà. Non dobbiamo però dimenticare la boutique, dove c’è tutto e niente. Qui si compra a cucchiai, due di zucchero, uno di aceto, tre di olio e via dicendo, il tutto messo in un sacchettino mini di plastica, che se non stai attenta ti perdi l’olio e tutto quanto!!!
Ci hanno invitati a cena in un villaggio vicino, partiamo con la “corriera” del villaggio, cavallo e carretta. Il panorama è nullo, termitai giganti, argilla dura come il granito, la desertificazione avanza. Buona la cena, dopo tre settimane di riso abbiamo cenato con riso!!!
Alla partenza il regalo…. Oh mamma una capra viva!! Boh, dove la mettiamo? Semplice sulla carretta con noi. No problem Facciamo anche un bel viaggetto in piroga sul fiume fino a Matam, di notte , uno spettacolo… il fiume è bellissimo, peccato che è “malato”, sull’altra riva del fiume tanta erba verdeggiante, ma purtroppo per noi, li è già Muritania.
Poi la notte, un silenzio quasi fastidioso, solo il ronzio di una zanzara, che speriamo non sia di quelle cattive portatrici di malaria. Mio marito è salvo, io a dir poco sono triturata dalle punture (eh eh sembra che le zanzare beccano quelli che sono buoni, troppo buona io!!!!) Lo spray antipunture che metto regolarmente secondo me è un nutri zanzare, perché sono riuscite a pungermi anche sotto i pantaloni.
Ecco qua, la candela è quasi finita e non ne abbiamo molte. Ti lascio, soffio sulla candela, vado a tastoni sul materasso e penso a quante cose ho imparato qui, io che avevo la presunzione di arrivare e dare 1000 e più consigli. Penso a domani, stesse cose ripetute come ogni giorno ma senza un accenno alla noia.
Non ho raccontato il Senegal perché non potrei, non lo conosco. Ho solo cercato di poter magari condividere con chi mi legge, gli stessi sentimenti e le stesse sensazioni. Questo non è un racconto era una lettera che ho scritto e non ho mai spedito!!!! Comunque prego Dio che mi dia la salute e la forza , perché qui io ci voglio tornare.
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